

Fatti e misfatti di marzo 2016
“Le Borse principali europee – dopo i terribili attentati a Bruxelles – non sono scese, ma hanno anzi guadagnato, anche se poco, terreno positivo. Ha guadagnato, perfino, la Borsa della capitale belga”.
Doppia interpretazione. Anche le Borse, ad iniziare da quella di Bruxelles, hanno inteso dare prova di non voler cedere alla paura dei feroci attacchi dell’Isis. Oppure le Borse vivono un loro mondo che, accada quel che accada, ubbidiscono soltanto agli imperativi della potente finanza mondiale. Quale l’interpretazione giusta? Per i romantici la prima. Per i realisti la seconda.
“In Italia – ha voluto garantire il “premier” Renzi in prima persona – non c’è alcuna minaccia di attentati terroristici”.
Alcuni esperti, però, non sono d’accordo. L’augurio è che siano, anche loro, soltanto dei gufi.
“La realtà è che siamo in guerra – così Maurizio Crozza, ieri sera, nella copertina della trasmissione “Di martedi” – La politica non lo dice, ma tra i comici la notizia circola”.
I comici, ancora una volta, molto più seri dei politici.
“Sono fiducioso – ha detto, dopo gli attentati di Bruxelles, il segretario delle Nazioni unite, Ban Ki-moon – che Belgio ed Europa risponderanno all’odio e alla violenza con diritti umani e democrazia”.
Con la speranza che siano sufficienti. E che non servano, anche, i “Baci Perugina”.
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