Le Chat Noir e i Teatri d’ombre a Parigi, a Villa Torlonia

Una mostra alla Casina delle Civette illustra come questo influenzò l’arte grafica fra ‘800 e ‘900 nella capitale francese e non solo.
Carla Guidi - 12 Luglio 2017

Il primo cabaret, parigino nacque nel 1881 nel quartiere di Montmartre, ricordato con il nome di Le Chat Noir, lo stesso che dà il nome alla mostra a Villa Torlonia.

Fu aperto da Rodolphe Salis, imprenditore parigino, che immaginò di creare un luogo raffinato, elegante, che unisse arte e vino (che commerciava) finendo per gestire un locale in perenne oscillazione tra la tendenza alla rissa dei popolani alticci e facili al coltello e la predisposizione all’esibizione sociale di pittori, scrittori, artisti, musicisti.

Tutto questo impedì all’inizio che il locale godesse di una fama positiva, ma ben presto lo trasformò in meta dell’élite della cultura parigina del tempo, da Eric Satie, che suonava nel celebre locale, a Claude Debussy a Emile Zola a Sarah Bernhardt, non perdendo del tutto il suo colore di surriscaldamento alcolico.

Pochi anni dopo seguirono il suo esempio il Folies-Bergère ed il Moulin Rouge che, agli inizi del Novecento, presentavano gli spettacoli con molte varianti, comprendendo cantanti, ballerine, giocolieri, clown ed anche pericolosi numeri da circo, rimanendo però luogo di incontro dove si poteva ballare, bere ed incontrare amici e… prostitute, ma soprattutto che accoglieva la grande novità, il teatro d’ombre.

Erano infatti quelli gli esordi di un cinema a venire, con i primi assaggi della sua aura magica e spettacolare, ipnotica e seduttiva. Così andarono forte da subito le proiezioni di ombre cinesi rivisitate da alcuni artisti francesi, fra i quali Henri Rivière, Adolphe Willette, Caran d’Ache, Louis Morin. Gli spettacoli d’ombre furono di moda ed accolti con entusiasmo presso vari cabaret e teatri fra cui lo Chat Noir, la Boite à Fursy, il Quat’z Arts, il Lyon d’Or, la Lune Rousse, il Petit Théâtre, la Chaumière, il Conservatoire de Montmartre ecc.

Il disegno, che si giova di una linea di contorno inesistente, assolutamente irreale, si contaminò all’epoca con questa nuova forma di rappresentazione grafica che si regge solo sugli indizi della forma di contorno, azzerando la figura con un colore uniforme e neutro. In particolare i ritratti “à la silhouette”, dei quali il nobile Etienne de Silhouette sarebbe stato l’artefice, esplosero come novità, ma anch’essi derivando da Il teatro d’ombre che si diffuse in Europa alla metà del XVIII secolo – quando alcuni missionari francesi portarono questa forma di spettacolo in Francia – per svilupparsi nel secolo successivo come vera e propria moda presso la buona società.

Anche J. Kaspar Lavater, con il suo libro L’Art de reconnaître les hommes par la physionomie, suscitò assai interesse presso un vasto pubblico e si deve a lui la “machine” che prese il suo nome. Anche François Gonord fu uno tra i primi “silhouettistes” francesi, come pure August Edouart che fece fortuna in Inghilterra con quest’arte. L’animatore Dominique Séraphin invece presentò il suo primo spettacolo a Parigi, nel 1776, ed in seguito a Versailles nel 1781, mentre il cabaret Le Chat noir ne presentò numerosi (che metteva al lavoro fino a 20 animatori per volta). In seguito all’incontro ed all’amicizia con Émile Goudeau, Rodolphe Salis riuscì a convincere lo scrittore a spostare il suo circolo letterario, Les Hydropathes, a Le Chat noir, cambiamento che provocò un ampliamento e un miglioramento radicale della clientela che frequentava il quartiere di Montmartre, inoltre favorì la creazione della rivista bisettimanale Le Chat noir, alla quale partecipavano gli artisti che si esibivano nel locale, chi con poesie e versi, chi con illustrazioni. Le sue idee furono fonte di ispirazione per molti altri imprenditori parigini e non, tra i quali Jules Roques, fondatore de L’Abbaye de Thélème e della rivista dedicata Le Courrier francais. Con la morte di Sais invece, nel 1897, la moglie mise in vendita lo stabilimento che fu trasformato in un edificio residenziale.

Sarebbe impossibile riassumere, in poche righe, storia e contaminazioni di questa intrigante forma d’arte, ma molti dettagli ed una esauriente lista di informazione del percorso espositivo si possono trovare nell’interessantissimo catalogo (a cura di Maria Grazia Massafra e Cesare Nissirio) con testi di Maria Grazia Massafra, Cesare Nissirio e Paola Pallottino, che ripercorre una breve ma coinvolgente storia del Teatro d’ombre e la sua influenza sull’arte dell’illustrazione tra ‘800 e ‘900, oltre ad una bibliografia essenziale.

La mostra, presso la Dipendenza della Casina delle Civette a Villa Torlonia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stata organizzata e realizzata dall’Associazione Culturale “Athena Parthenos”. L’esposizione, a cura di Cesare Nissirio (nella foto a sinistra) e Maria Grazia Massafra, è stata dedicata a Gabriele Borghini, da poco scomparso, con il quale tutta la mostra era stata progettata. Inaugurata mercoledì 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, propone materiale cartaceo d’epoca di proprietà del Museo Parigino a Roma, manifesti provenienti dalla collezione Salis, lanterne magiche, lastre, foto, libri, riviste, litografie, cartoline illustrate e persino piatti decorati ad indicare quanto, questa singolare forma di raffigurazione, si sia insinuata in un certo periodo storico, come moda, in ogni forma di riproduzione nel quotidiano. In mostra anche le famose stampe di Toulouse-Lautrec, Chéret, Leonce Burret, Sorel (un illustratore a cui si devono numerose opere pubblicate da La Caricature), sino ai più tardi manifesti di Gruau per il Lido e il Moulin Rouge. La mostra accoglie inoltre immagini di diversi spettacoli, oltre ad esempi dell’arte grafica otto-novecentesca che testimoniano l’influenza che ebbero su celebri autori di affiches. Allestimento: Museo Parigino a Roma – www.museoparigino.org – Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nell’ambito della mostra sono previste visite guidate domenicali a cura di Cesare Nissirio: il 16 luglio, il 6 agosto il 27 agosto il 3 settembre il 17 settembre. Chiusura mostra 01/10/2017.

Le visite guidate saranno gratuite, previo pagamento del biglietto d’ingresso al Museo secondo tariffazione vigente. Prenotazione obbligatoria allo 060608 (massimo 30 persone). Info: +39 060608 – info@museivillatorlonia.ithttp://www.museivillatorlonia.it

Orario mostra: martedì – domenica 9.00 – 19.00 – La biglietteria chiude 45 minuti prima.

Riduzione per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza). Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese.

La mostra è visitabile fino al primo ottobre 2017, dopodiché verrà allestita nel comune di San Gimignano in provincia di Siena.

FOTO DI VALTER SAMBUCINI

1 – Celebre locandina realizzata dal pittore Théophile-Alexandre Steinlen nel 1896.

3 – Il prof Cesare Nissirio.


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