Le Donne di Barbara Hangan

Dal 4 al 18 marzo in mostra presso l’Accademia di Romania

Le donne, creature divine e a volte incomprensibili, icone che sin dai secoli più antichi hanno estasiato poeti e pittori fino a diventarne loro muse ispiratrici.

Ed è proprio questo fascino che si coglie nella mostra pittorica inaugurata ieri 4 marzo presso l’Accademia di Romania, in piazza San Josè Martin a Roma, dall’artista rumena internazionale, Barbara Hangan. La mostra sarà visitabile fino al 18 marzo dalle 15.00 alle 18.00

Venti dipinti disposti lungo le pareti bianche di un immenso salone resi vivi da una forte illuminazione. Ci sono donne misteriose, donne che si lasciano rapire dal suono di uno strumento, che provengono da tutto il mondo e che con i loro sguardi cercano di catturare l’interesse dell’osservatore.

La mostra è stata organizzata in occasione del centenario della festa della donna voluta fortemente durante la Conferenza di Copenaghen nel 1910.

“In questi quadri – afferma il professore Dario Evola, docente di Estetica presso l’Accademia delle Belli Arti di Roma – le donne si appropriano dell’esercizio dell’arte. Donne forti come Rita Levi Montalcini e donne anonime che portano dentro di sè il dolore dell’epoca novecentesca (epoca proposta dall’artista) e diventano icone del presente.”

All’intervento ha partecipato Sara Fedeli esperta del settore che ha fatto notare la bravura dell’artista nel rappresentare queste figure con un tono quasi fiammingo, o come dipingeva la nota Frida e Klimt.

“Viene rappresentata la leggerezza – dichiara la Fedeli – ma non come qualcosa di inutile bensì come eleganza”.

I dipinti racchiusi in cornici piccole, grandi e decorate, si stagliano su un fondo piatto, senza prospettive con colori che vanno dal grigio all’oro. L’utilizzo, non a caso di queste tecniche, fa si che le varie icone dalla Montalcini a Frida o semplicemente dalla Nueva Fedelidad alla Bambina e la Farfalla regalano ad ogni visitatore uno sguardo profondo.

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