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Le favole contemporanee di Elisabeth Strigini a Roma

Al Chiostro del Bramante dal 20 settembre al 14 ottobre 2012 l’artista newyorkese presenta la mostra "Contemporary Tales”

Fantasy, American Story, Portraits. Sono questi i tre temi che corrispondono ad altrettanti percorsi dell’artista Elisabeth Strigini che arriva nella Capitale, dopo la sua prima italiana al Museo della Permanente di Milano durante il periodo estivo. Oltre trenta le tele che saranno esposte nelle sale del Chiostro del Bramante dal 20 settembre al prossimo 14 ottobre 2012.

Poco meno di un mese per una collezione realizzata negli ultimi otto anni dal 2004 al 2012, e, tra olii e tecniche miste sono invece tre i percorsi che l’artista ha scelto di seguire in una raffinata ricerca introspettiva tra realtà e surrealtà. Fortissima l’influenza pop nelle opere dell’artista, francese di nascita e inglese d’adozione, influenza che fa da contraltare alla passione per le scuole rinascimentale e fiamminga.

Si passa da un oscuro Bambi contemporaneo alle fredde atmosfere nordiche dove ricordi infantili dialogano con le nevi algide prese in prestito dalle incisioni di Bruegel. “Contemporary Tales” è il nome della raccolta di opere che disegnano i contorni di favole surreali, oniriche, dalla natura visionaria di una pittura colta e insieme vagamente underground, nella quale però l’uso di una tavolozza cupa, nei toni della polvere, della nebbia e del buio, allude a riflessioni inquiete sul destino dell’uomo, sui grandi temi dell’identità e della solitudine.

L’idea dell’artista era quella di creare una sorta di ipertesto giocato fra i grandi temi come la guerra, la paura, la religione e la loro collocazione all’interno di stanze labirintiche in grado di calare il visitatore in un sogno-visione che ha la forma di una favola amara. Così nel percorso Fantasy i castelli incantati delle fiabe Disney assumono cupi contorni gotici, nel filone American Story si indaga la rottura della privacy che passa inevitabilmente per l’assedio mediatico. Sulle tele campeggiano Spice Girls, Michael Jackson, George W. Bush e Jena Six. Dalla musica al razzismo passando per il fervore elettorale. Uno spaccato della società mediatica in cui il fil rouge è rappresentato dall’abuso che media e pubblico compiono sulla privacy altrui.

L’esposizione si conclude con una serie di Portraits, ritratti che l’artista ha tirato fuori dalla sua immaginazione, tra ragazze cattive, bond-girl armate di fucile come eroine (o come terroriste) più un parrucchiere gotico e un autoritratto ai confini del fantasy nascosto nei panni di uno dei Teletubbies. Il sogno è a un passo da casa.

 

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