Le foto che si proiettano oltre la pandemia, al Casale Prampolini

In mostra il 22 e 23 maggio nella sede della storica Associazione con e per i disabili, “La Primula”

Tra le molteplici iniziative nate per comprendere e rielaborare il vissuto del lungo periodo di pandemia, ho potuto visitare la mostra fotografica “Presenza/assenza prima e dopo la pandemia, i nuovi significati delle nostre immagini” , che ha raccolto gli elaborati del Corso di reportage dell’Associazione il Geranio, sotto la guida del maestro Damiano Rosa.

L’evento ha avuto luogo nei giorni 22 e 23 maggio, nel Casale Prampolini, di via Covelli, sede della storica Associazione con e per i disabili, “La Primula” e casa di rifugio dell’Associazione contro la violenza sulla donna, “Differenza Donna”; non è la prima volta che il Casale offre accoglienza anche a manifestazioni ed iniziative culturali del territorio e di sostegno alle Associazioni suddette.

Riccardo Antonetti, Maurizio Bica, Sergio Cortesi, Guido Iraldo, Cinzia Gagliardi e Cristina Sgarra, gli espositori e curatori: a corredo degli scatti, essi hanno esposto una breve ma puntuale presentazione dei lavori, integrata da riflessioni personali sulle foto e sul tema della mostra.

Tra i luoghi ritratti: a Roma, il ponte Settimia Spizzichino alla Garbatella/Ostiense, la chiesa “delle tre vele” a Tor tre Teste, il centro commerciale Cinecittà due, il quartiere San Lorenzo; a Pisciotta (Salerno) immagini balneari; a Praga, la piazza dell’orologio; a Cuneo, processioni; spaziando da luoghi di vacanza vuoti, a manifestazioni religiose e civili, da spazi in abbandono – non certi vuoti di senso – ad affollate attrattive turistiche.

Scegliendo nei tanti, mi sembra particolarmente suggestivo il contrasto tra i volti plaudenti ad una processione e quelli attenti e seri ad una manifestazione politica: balconi sul mondo, con  persone di ogni età, accomunate da una fede e da una speranza,  forse non così distanti all’orizzonte.

Passando e ripassando davanti alle foto, si può nuovamente sperimentare il vuoto e la solitudine obbligati dal virus e la nostalgia per momenti e luoghi di socialità e partecipazione: nostalgia, non malinconia. E se nostalgia (nostos algos) dice il dolore-desiderio del ritorno, gli scatti ammirati contengono un messaggio – oltre a quello soggettivamente colto dall’osservatore; l’istante rittatto e apparentemente fissato, è storia, in quanto presente che racconta un passato e presagisce un futuro: l’ombrellone chiuso, è stato e sarà ancora protezione dal sole, quella finestra-limite sarà oltrepassata da sguardi, così come lo è stata, la scala mobile “sta salendo” e dunque porterà ancora al piano superiore, l’orologio di Praga continua a battere e accoglierà ancora ammiratori, il comizio e la processione finiranno e ce ne saranno altri e altre…

Gli espositori e lo stesso maestro, nei due giorni hanno accolto i visitatori e si sono intrattenuti con loro per comunicare intenzioni e suggestioni sul narrato delle foto, ma anche sulle attente tecniche fotografiche: dettagli, sovrapposizione di piani, scelta di luce, sfocature.

Un arrivederci al prossimo appuntamento con la scuola fotografica del Geranio, per rivivere e commentare altri racconti in immagine di questo bravi artisti.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento