Le meraviglie della scultura buddhista giapponese alle Scuderie del Quirinale 

Dal 30 luglio al 4 settembre in mostra 21 opere summe, mai esposte in Italia

Capolavori della scultura buddhista giapponese è il nome della mostra che sarà allestita alle Scuderie del Quirinale dal 30 luglio al 4 settembre 2016.  Quest’importante rassegna è stata promossa in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario del primo Trattato di Amicizia e Commercio tra Italia e Giappone che è stato stipulato il 25 agosto del 1866, dando così inizio ai rapporti diplomatici tra le due nazioni. Sempre nell’ambito di quest’importante commemorazione, si inserisce la mostra fotografica dedicata a Domon Ken, maestro del realismo nipponico, che sarà possibile visitare al museo dell’Ara Pacis fino al 18 settembre del 2016.

scultura buddistaCapolavori della scultura buddhista giapponese include 21 opere summe (per un totale di 35 pezzi) che saranno esposte per la prima volta in Italia e spaziano dal periodo Asuka (VII-VIII secolo) a quello Kamakura (1185-1333). Si tratta di statue lignee, tradizionalmente considerate immagini di culto e difficilmente accessibili anche nel loro Paese di provenienza, in quanto ospitate all’interno di templi e santuari oppure conservate nelle collezioni dei maggiori musei nazionali.

La scultura buddhista fu importata in Giappone dalla Cina, attraverso la penisola coreana, tra il VI e l’VII secolo. Fu soltanto a partire dal X secolo che quest’arte affermò caratteristiche sempre più originali rispetto ai modelli continentali, trovando il suo culmine durante il tardo periodo Heian (794-1185), noto come l’epoca della corte imperiale di Kyoto. Nel corso dell’epoca Kamakura (1185-1333), contraddistinta dalla supremazia del potere militare su quello della famiglia imperiale, si diffuse invece una tecnica scultorea realistica ed essenziale nelle forme che rispecchiava sia gli ideali dei samurai che i principi della filosofia legata al buddhismo zen.

La mostra, organizzata da Bunkachō (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone) e dall’Azienda Speciale Palaexpo, ha potuto contare sia sulla collaborazione di Alma Mater Studiorum-Università di Bologna che sul supporto di MondoMostre. A curare il progetto espositivo è stato Takeo Oku, uno dei principali esperti dell’Agenzia del Sol Levante.

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