Municipi:

Le motivazioni dello Sciopero Generale del 25 novembre

Contro una manovra finanziaria giudicata priva di equità e sviluppo

Lo sciopero generale di quattro ore di oggi 25 novembre, con modalità diverse a seconda delle categorie, proclamato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, è stato indetto per indirizzare un vigoroso invito al Governo a rivedere la manovra finanziaria recentemente approvata, definita priva di equità e sviluppo. I sindacati promotori dello sciopero ritengono che questa manovra finanziaria sia dannosa per i lavoratori, i pensionati ed inutile per lo sviluppo del Paese.

Le parti sociali protestano contro i tagli che subiranno i bilanci dei Comuni, delle Province e delle Regioni, che comporteranno una forte riduzione dei servizi ai cittadini, e contro i tagli sui fondi per le infrastrutture. Viene espresso un profondo rammarico specialmente per il fatto che molti dei tagli colpiranno regioni e settori produttivi particolarmente bisognosi di assistenza, come ad esempio il Mezzogiorno e gli incentivi per le imprese.

Inoltre i sindacati lamentano l’assenza di un disegno di bilancio coerente per la copertura della spesa per il rinnovo dei contratti pubblici, oltre alla riduzione di circa 100.000 posti di lavoro precari nella pubblica amministrazione.

Le parti sociali ritengono che il paese necessiti di una politica fiscale realmente redistributiva, che aiuti i ceti sociali più disagiati. Uno degli strumenti fiscali suggeriti per attuale tale politica potrebbe essere una politica delle entrate basata su interventi strutturali di lotta all’evasione fiscale ed al lavoro sommerso.

Un altro tassello di tale disegno di risanamento dovrebbe essere, secondo Cgil, Cisl e Uil, una politica di rafforzamento del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, da attuare anche attraverso un attenta azione di monitoraggio dei prezzi.

Non manca l’attenzione alle politiche comunitarie, per le quali si chiede di rivedere il taglio effettuato sui fondi per il cofinanziamento di progetti europei, così come una reale attuazione delle priorità previste nell’Agenda di Lisbona 2000. Questa politica comunitaria, che vorrebbe fare dell’economia europea un sistema basato sulla conoscenza e l’innovazione, dovrebbe essere attuata secondo i sindacati attraverso una revisione delle politiche relative alla formazione ed alla ricerca.

Infine le parti sociali fanno notare anche come sia necessario un incremento del finanziamento del fondo sanitario nazionale, così da poter garantire la sua corretta distribuzione su tutto il territorio nazionale.

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