

ROMA – Salvare l’Agro romano ma risolvere l’emergenza abitativa. Obiettivi ambiziosi che però Legambiente ritiene di poter raggiungere. Per farlo ha presentato il 5 novembre 2008, nella sua sede, sette proposte che permettono "di reperire i 25mila appartamenti ritenuti necessari a risolvere l’emergenza abitativa senza neanche un metro cubo in più rispetto a quelli previsti dal Piano regolatore".
A spiegare le proposte, Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio e Mauro Veronesi, responsabile del Territorio dell’associazione ambientalista. La prima proposta riguarda "l’avvio delle centralità urbane e metropolitane previste nel Prg già approvato. Non vogliamo- spiega Veronesi- rivedere le varie quote di destinazione d’uso ma agire su quelle quote definite a ‘destinazione flessibile’ e trasformarle in destinazione residenziale. Così verrebbero recuperati 5.204 appartamenti. Seconda proposta è agire sugli art.11, i Piani di recupero urbano già approvati. Lì sono previsti ancora da attuare 170 mila metri quadri di nuovi centri commerciali. Bene, destiniamioli a residenziale con il risultato di ottenere 1.813 appartamenti". La terza proposta guarda alla "revisione del Piano del commercio regionale. Anche qui, più case, meno centri commerciali, con il risultato di 3.008 appartamenti da destinare all’emergenza casa".
Legambiente esorta poi ad "avviare i 35 Piani di zona. Sappiamo che non sono ancora stati avviati i sondaggi per attuare i Piani previsti da una delibera del maggio 2005 mentre invece- attacca Veronesi- sono già partiti i sondaggi a Settebagni dove si vorrebbe costruire il nuovo stadio della Lazio". "Proponiamo inoltre- prosegue l’esperto di Legambiente- di avviare dei cambi di destinazione d’uso di una parte dei 40 milioni di metri cubi a destinazione uffici. Basterebbe trasformarne 500 mila, cioè l’1% del totale, per ottenere 1.600 appartamenti. E poi si può fare un nuovo bando per frazionare gli appartamenti più grandi di 180 metri quadri ed ottenere così altri 7.000 appartamenti".
L’ultima proposta è di "agire all’interno degli 81 programmi integrati residenziali (Print) individuando aree di completamento per l’emergenza casa. La stima è di ottenere così almeno 3.000 alloggi". La stima che Legambiente ha fatto sulla base dei dati del Piano regolatore porta così a oltre 29 mila nuovi appartamenti.
Perchè il bando approvato dalla giunta Alemanno per il reperimento di aree da destinare ad housing sociale a Legambiente proprio non piace. "Le aree che rischiano con questo bando- spiega Parlati- sono meravigliose zone di campagna romana: da Paglian Casale, vicino Pomezia, a via di Porta Medaglia fino a Cinquina e Casal Monastero. Aree dove cresce il grano e lavorano aziende agricole. In tutto 750 ettari di Agro romano a rischio. Dall’ex ministro delle Politiche agricole, oggi sindaco di Roma ci aspettiamo interventi che non aumentino il già eccessivo dimensionamento del Prg di Veltroni. Per questo nei prossimi giorni lanceremo un appello alle associazioni agricole, ai sindacati degli inquilini e alle associazioni dei consumatori per fermare, insieme, il nuovo bando del Comune di Roma".
Tra l’altro, sottolinea Veronesi, "non è vero che col bando si fa prima a rispondere alla richiesta di case: perchè il bando produca effetti bisognerà coinvolgere Regione e Provincia che dovranno modificare i propri Piani paesistici e territoriali. Le nostre proposte, invece, potrebbero marciare subito". E se il Governo adottasse un Piano casa che deroghi anche ai Piani regionali? "In tal caso prevedo- risponde Veronesi- ricorsi da parte delle Regioni che, secondo Costituzione, hanno competenza in materia urbanistica e paesaggistica".
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