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Legge di stabilità, Napolitano firma e passa il disegno di Legge alla Camera

Tra le misure previste il Bonus bebè per i bambini nati tra il 2015 ed il 2017

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato ieri 23 ottobre la Legge di Stabilità del Governo Renzi, autorizzando la presentazione alle Camere del disegno di legge. Intanto, la bozza finale della Legge di Stabilità, con le modifiche approvate, è stata resa pubblica.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Tra le misure previste c’è l’atteso bonus bebè: un contributo mensile di 80 euro (960 euro l’anno), che verrà erogato ai bambini nati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 (anche per i figli adottati) e spetterà quando il reddito dei coniugi complessivamente al lordo non superi i 90 mila euro. Il bonus bebè non arriverà in modo automatico ma per ottenerlo bisognerà fare domanda all’Inps.

Nella legge sono previsti incentivi anche per il lavoro: dal Tfr in busta paga, al taglio del costo del lavoro dall’Irap (che però annulla contestualmente il taglio del 10% introdotto quest’anno con dl Irpef),  fino all’innalzamento della soglia per l’azzeramento triennale dei contributi sui neo-assunti: si passa dai 6.200 euro agli 8.060.

Altre novità riguardano le pensioni: saranno pagate il 10 del mese dall’Inps, ma solo quelle che hanno un doppio trattamento pensionistico.

Previsto anche un aumento di due punti dell’Iva, per le aliquote ora al 10 e al 22%. Un ulteriore punto scatterebbe nel 2017. Previsto come garanzia anche il rincaro dell’accisa sulla benzina al 2018.

La Legge di Stabilità stanzia poi 2 miliardi per finanziare gli ammortizzatori sociali ”inclusi gli ammortizzatori sociali in deroga, i servizi per il lavoro e le politiche attive, quelli in materia di riordino dei rapporti di lavoro”.

Stanziamenti anche per il finanziamenti delle opere ferroviarie: quattro quelle indicate con priorità: l’Alta velocità Brescia-Verona (1,5 mld); l’Alta velocità Verona-Padova (1,5 mld), il terzo valico Milano-Genova (400 milioni) e il tunnel del Brennero (570 mln).

Tagli ai ministeri: Quelli che dovranno fare maggiori sacrifici saranno quelli della Difesa, dell’Istruzione (148 milioni), della Giustizia (102) e dell’Interno (100). Tagli anche per il ministero dell’Economia (circa 85 milioni) seguito a distanza dai Beni Culturali (21,5). Circa 11 milioni sono a carico rispettivamente a Sviluppo economico, Infrastrutture e Salute, poco più di 8 milioni all’Agricoltura, 6 all’Ambiente e 4,6 al ministero del Lavoro. Non viene toccata invece per il 2015 la dotazione del Ministero degli Esteri.

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