

Il primo duro colpo alla piazza era arrivato lo scorso maggio, con un’operazione dei carabinieri di Montesacro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia
San Basilio volta pagina. La storica piazza nota come “l’edicola”, fulcro di uno dei pochi mercati di droga ancora aperti nel quartiere, è stata definitivamente smantellata dalla giustizia.
Il tribunale di Roma ha inflitto diciannove condanne, per un totale di oltre 50 anni di carcere, segnando la fine di un capitolo di illegalità che da anni caratterizzava questa zona della città. Il capo della rete, Maurizio Valeri, 50 anni, conosciuto come “Er Sorcio”, è stato condannato a sei anni e quattro mesi.
Dietro l’apparente innocenza del nome si nascondeva un mondo di illegalità: al centro della piazza tra via Recanati, via Morrovalle, via Osimo e via Fabriano (un quadrilatero che affaccia su un’edicola) non era altro che il simbolo di uno spaccio a cielo aperto ancora attivo, mentre altre organizzazioni del quartiere avevano ormai spostato la vendita di droga a domicilio.
Al fianco di Valeri, suo figlio Danilo, 23 anni, è stato condannato a sei mesi per un episodio di spaccio, pur essendo assolto dall’accusa di associazione a delinquere.
Il giovane è già noto alle cronache locali: nel 2022 fu sequestrato durante una cena in un ristorante di Ponte Milvio da un ex calciatore delle giovanili di Roma e Verona e rilasciato solo dopo il pagamento del riscatto.
La banda era organizzata secondo una vera e propria gerarchia criminale. Al secondo posto, V.B, condannato a cinque anni e otto mesi, coordinava turni e attività dei pusher e delle vedette.
Tra le pene più severe spiccano anche quelle di P.T (4 anni e 8 mesi), G.P e C.S (4 anni e 6 mesi), P.M., detto “Paolone-Olindo”, e T.E., soprannominato “Rambo” (entrambi condannati a 4 anni).
Il primo duro colpo alla piazza era arrivato lo scorso maggio, con un’operazione dei carabinieri di Montesacro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia.
Dopo mesi di indagini, intercettazioni e raccolta di testimonianze, il processo in rito abbreviato ha portato alla condanna dei membri della banda.
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