Lettera al Papa contro la speculazione sul Parco di Casacalda

Una raccolta di firme per bloccare ogni speculazione sulle aree del Capitolo di Santa Maria Maggiore
di Sergio Scalia - 7 novembre 2015

Nel lontano 1975 con un Decreto della Giunta Regionale venivano espropriati 80.000 mq (8 ettari) di proprietà del Capitolo di Santa Maria Maggiore per destinarli a parco pubblico di Casacalda.

Negli anni 90 i legali del Capitolo avviarono una causa contro il Comune di Roma, chiedendo la restituzione dell’area espropriata (retrocessione) perché, secondo loro,  i lavori di sistemazione del parco erano iniziati dopo i dieci anni previsti dalla legge sulle aree espropriate per pubblica utilità.

Una prima sentenza del 2004 risultò favorevole  al Capitolo, ma il Comune ricorse in Appello e con la sentenza n. 4593/2008 anche la Corte d’Appello diede ragione al Capitolo.

TorreCasacaldaA questo punto la Giunta Alemanno non fece ricorso in Cassazione, ma accettò la sentenza in via definitiva e aprì una trattativa con il Capitolo che propose, a chiusura del contenzioso, di rendere edificabile l’area contigua al Parco e destinata a verde e servizi dal Piano Regolatore. Il progetto presentato prevedeva alcuni spazi commerciali e 36 edifici residenziali per oltre 900 appartamenti, per una cubatura complessiva di 300mila metri cubi.

Nel 2012 i cittadini di Torre Maura, l’ex VII Municipio e alcuni consiglieri comunali si mobilitarono per bloccare questo scempio ed il progetto, che ottenne il parere favorevole della commissione per il contenzioso e della Conferenza di servizi, fu poi bloccato dalla Giunta Marino insieme ad altri progetti di housing sociale proposti dalla Giunta Alemanno.

unnamed (46)Da qualche mese alcune Associazioni del territorio ed esponenti di PD, SEL e 5 Stelle hanno costituito un Coordinamento Popolare Casacalda per riproporre l’attenzione su un pericolo che resta sempre in agguato finché non si torna in possesso dell’area del Parco di Casacalda, oggi tornata di proprietà del Capitolo, che ha chiesto all’attuale coltivatore di sgomberare l’area, e finché non si precisano i vincoli archeologici e paesaggistici sulle aree del quadrante Mistica-Casacalda, imposti con un Decreto del 1995 sull’intero quadrante e poi decaduti a seguito di sentenze vinte dai proprietari delle aree.

A luglio 2015 sono stati imposti con un Decreto del Ministro Franceschini nuovi vincoli archeologici indiretti sul quadrante Mistica-Casacalda, che rendono inedificabile una vasta area che salvaguarda la visuale dell’acquedotto Alessandrino. Purtroppo questi vincoli non comprendono ancora l’area del Capitolo, che risulterebbe troppo distante dall’Acquedotto ed il Coordinamento Popolare sta collaborando con WWF-Italia Nostra per proporre al Ministero e alla Sovrintendenza l’estensione dei vincoli sulle aree ancora escluse riprendendo le motivazioni sulle rilevanti preesistenze nell’area, già considerate in precedenti Decreti del 1995 e del 2001.

Oltre alle iniziative di carattere tecnico-urbanistico il Coordinamento Popolare Casacalda ha pensato di scrivere una lettera a Papa Francesco firmata da numerosi cittadini del territorio, alla luce degli importanti principi di salvaguardia della natura e della dignità umana e della relazione esistente tra il degrado ambientale e degrado etico.

Questo dovrebbe valere in generale,  ma tanto più su spazi di proprietà di un’istituzione religiosa come il Capitolo di Santa Maria Maggiore. Nella lettera, la cui intestazione richiama le parole di San Francesco sulla “nostra madre terra” si ripropongono infatti le parole dell’enciclica Laudato si’ dove si afferma che “… i poteri economici conti­nuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignora­re ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente. Così si manifesta che il degra­do ambientale e il degrado umano ed etico sono intimamente connessi.

Con questa petizione i firmatari chiedono quindi un autorevole intervento del Pontefice per far tornare alla piena fruizione pubblica il Parco di Casa Calda e le aree limitrofe, con un accordo che rispetti sia la sentenza emessa sia le prescrizioni vincolistiche del Piano Regolatore del Comune di Roma.

Sul sito www.coordpopcasacalda.it è disponibile il testo della petizione a Papa Francesco e sono reperibili ulteriori informazioni sul tema, mentre nei prossimi giorni saranno specificati tempi e modi di raccolta delle firme presso il CIP di via delle Ciliegie, alcuni circoli PD e SEL, alcuni punti di raccolta del Movimento 5 Stelle e i tavoli di raccolta che saranno organizzati in piazza dal Coordinamento.


Commenti

  Commenti: 2


  1. Ma l’area interessata è quella del casale occupato?! Perchè se è quella qualche dubbio sulla vera finalità di questa petizione mi viene

Commenti