

Lo spettacolo in scena a novembre, al Teatro Speroni, dà inizio alla stagione 2009 – 2010
Il Teatro Speroni, nel quartiere Rebibbia – Casal Dé Pazzi, inaugura la propria stagione teatrale con una rappresentazione teatrale d’altri tempi dal titolo “Libertà vo cercando – perché il popolo canta”, in scena tutte le sere, alle ore 20.45, dei giorni 12-13-14-15 e 19-20-21-22 novembre.
18 attori, molti dei quali alla prima esperienza teatrale, cantano le canzoni della tradizione popolare italiana. Durante lo spettacolo si ripercorrono le tappe fondamentali della nostra storia, dai viaggi della speranza degli emigranti italiani in America fino ai giorni nostri, passando per le battaglie a favore dei diritti delle donne. Il grande filo conduttore di tutto sarà, ovviamente, la libertà. Poco più di un’ora di spettacolo fatto di canzoni cantate da un coro e di recitato, tutto molto godibile con toni estremamente coinvolgenti e toccanti.
L’esperienza del Teatro di via Speroni nasce nel 1981 quando alcuni operatori teatrali, provenienti da diverse estrazioni, (accademia, scuole varie, cantine degli anni ‘70 ed esperienze di base) sentirono l’esigenza di sperimentare in un’estrema periferia urbana l’utilizzo del teatro come mezzo di comunicazione ed aggregazione all’interno di una realtà di un territorio in cui la spinta all’avvio di iniziative culturali era particolarmente vivace. Nasce così l’attività teatrale dell’Associazione Culturale “Casal de’ Pazzi”: come una scommessa di creare una sorta di “off off Centro Storico”, per sfatare la tradizione che il vero teatro si possa fare solo nel centro storico e che ciò che avviene in periferia possa avere solo carattere parrocchiale o dilettantistico nel senso deteriore della parola.
L’esperienza più significativa e ricca di implicazioni è quella che il Teatro di via Speroni ha condotto con il vicino carcere di Rebibbia. Nel 1986, raccogliendo l’invito del Consiglio Circoscrizionale della V Circoscrizione del Comune di Roma, gli operatori dell’Associazione Culturale “Casal de’ Pazzi” cominciarono ad entrare nel carcere di Rebibbia, iniziando una collaborazione tendente a dare una caratterizzazione positiva al rapporto tra carcere e territorio.
La realizzazione più impegnativa è stata, nel 1989/1990, il progetto “Rebibbia : Teatro = Lavoro”. Per mesi, tre detenuti ammessi ai benefici alternativi alla detenzione si sono recati presso il Teatro di Via Speroni, dove hanno seguito corsi di tecniche teatrali, seminari su testi e sugli autori, hanno imparato a condurre un laboratorio teatrale per bambini: sono diventati animatori teatrali, operatori culturali e, grazie all’esperienza fatta, hanno potuto trovare stabilmente lavoro al di fuori del carcere. Ancora oggi, il Teatro di Via Speroni si avvale dell’opera di alcuni detenuti.
Nel 2008 il Teatro ha subito una ristrutturazione sia dal punto di vista di struttura che di gestione ed è ripartito con maggior slancio confermando le linee programmatiche ed iniziando a sviluppare nuovi progetti che partiranno in fase operativa nel 2010.
“Ad un certo punto dello spettacolo – verso la fine – formuliamo una risposta.
Non stupitevi se non lo facciamo in apertura vogliamo che questa risposta scaturisca in voi, come è scaturita in noi, dalle canzoni.
Ci muove il desiderio di dare vita ad una sorta di cantastorie collettivo.
In molti di voi i testi evocheranno l’emozione del ricordo, in molti altri, susciteranno l’emozione della scoperta.
Per tutti, certamente, sarà chiaro perchè il nostro cantastorie collettivo ha scelto di narrarvi la libertà. Una libertà che è storia di lotte e di conquiste personali e corali.”
Info e prenotazioni: 3338934201.
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