

Sabato 30 maggio, nel suggestivo Teatro India la premiazione del concorso "Le nuove Fiabe di Roma"
Sabato 30 maggio, nel suggestivo Teatro India, si è svolta la premiazione del concorso “Le nuove Fiabe di Roma” bandito dal Teatro Integrato “Piero Gabrielli” con L’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, d’intesa con l’Assessorato Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale e con il Teatro di Roma. Per la sezione letteraria l’Istituto Comprensivo “E. Pestalozzi” di Torvaianica, grazie al racconto delle classi II C e II D della Scuola Primaria, dal titolo “Un extraterrestre a Roma, si è classificato primo, ex aequo con l’I. C. via Tor De Schiavi 175, ”.
I premi sono stati consegnati dai giovani attori del Laboratorio Pilota “Piero Gabrielli” alla presenza del Comitato Tecnico Scientifico che ha valutato tutti gli elaborati pervenuti e ha decretato i prodotti vincitori. Il Comitato Tecnico Scientifico e Interistituzionale era costituito da Patrizia Ignazi, Dirigente Tecnico dell’USR Lazio con funzione di Presidente, Carla D’Antimi, coordinatrice pedagogica e referente per l’USR Lazio, Ester Sampaolo, referente del progetto per Roma Capitale, Roberto Gandini, coordinatore artistico e referente per il Teatro di Roma, Antonio Audino, giornalista e critico teatrale, Gianluca Rame, videomaker e Chiara Rapaccini, scrittrice ed illustratrice.
I piccoli alunni, autori e protagonisti del racconto, insieme alle insegnanti Stefania Zitella e Marina Manganiello, hanno accolto il premio con grande emozione e gioia, alla presenza delle famiglie festanti tra il pubblico. Per i bambini è stato un momento di grande soddisfazione avendo lavorato molto nel corso dell’anno scolastico, a livello interdisciplinare, sulla questione ambientale. L’impegno profuso ha permesso loro di acquisire una sensibilità davvero notevole, considerata la loro giovanissima età, e tale sensibilità emerge in tutta la sua tenerezza nel racconto prodotto con la guida delle insegnanti nella stesura definitiva.
Questo il racconto:
Un extraterrestre a Roma
Quel pomeriggio avevamo deciso di incontrarci tutti a Roma per una passeggiata, esaudendo finalmente la richiesta delle nostre insegnanti di visitare per bene la città, dato che noi viviamo a Torvaianica, sulla costa. Non era proprio una bella giornata di sole, ma l’aria era tiepida e noi eravamo comunque felici di stare insieme, ci sembrava di essere in gita scolastica. Dopo un po’ che camminavamo, da una via vedemmo sbucare uno strano ometto che catturò subito la nostra attenzione. Era basso e verdognolo, aveva piccoli occhi neri e rotondi. Ci fermammo ad osservarlo, poi Davide ed Alessio gli chiesero: – Chi sei tu?
– Sono Alfa 13. Vengo da un pianeta molto lontano, di un’altra galassia. Parlo duemila lingue, compresa la vostra. Io sono un viaggiatore e ho visitato tanti pianeti ma, a detta di tutti i viaggiatori dell’Universo, la Terra è il pianeta più bello di tutti. In particolare so che la città di Roma è davvero unica, straordinaria. Mi piacerebbe vederla!
Viola, Benedetta e Yossef subito dissero: – Sei capitato nel posto giusto! Questa è proprio Roma!
– Vuoi che ti accompagniamo noi? Ti faremmo da guide! – proposero Asia e Valerio.
– Molto volentieri! – rispose con entusiasmo Alfa 13.
Cominciammo a camminare e l’extraterrestre alzò gli occhi al cielo. – Che strano colore grigio! Sembra fumo!
– No! – disse Francesca arrossendo – Sono delle nuvole speciali, create dall’uomo per proteggersi dai raggi dannosi. È come se il cielo avesse gli occhiali da sole!
Alfa 13 arricciò il piccolo naso a patata e continuammo a camminare. Lungo la strada c’era un traffico terribile e quasi non riuscivamo a parlare per il fracasso. L’omino sgranò i suoi occhietti. Nicholas, Silvia e Giulia intervennero prontamente: – Curiose vero? Sono coccinelle giganti che portano a spasso gli uomini, mentre li intrattengono con questa musica melodiosa!
– Ti piace? – chiese Maurizio incrociando le dita…
Alfa 13 gentilmente disse: – Sì, ma è strana!
Andando avanti giungemmo in una piazza. Al mattino c’era stato il mercato e per terra rotolavano cartacce, bottigliette vuote e frutta marcia, inoltre i cassonetti straripavano di spazzatura. Alfa 13 si fermò perplesso, ma Alessio, Sara Pia e William impedirono l’inevitabile domanda: – Non è interessante questo prato? Quelli che vedi sono fiori di vario tipo!
Alessia e Sabrina aggiunsero: – E quei grandi contenitori sono vasi decorativi per la città! – le bambine sentirono un piccolo morso nel cuore. L’extraterrestre raccolse una buccia di banana e se la portò al suo nasino, poi fece una strana espressione.
Procedendo nella passeggiata, giungemmo accanto ad una stazione della metropolitana. C’erano tanti poveri barboni coperti di stracci e di cartoni. Accanto a loro sonnecchiavano alcuni cani pieni di pulci.
– Chi sono quelle persone?- chiese l’ometto.
– Oh!- disse pronta Orsola – Sono dottori, veterinari!
Ilaria, Cristina e Karolina aggiunsero: – Loro si prendono cura degli animali abbandonati!
Giorgia e Sara poi spiegarono: – Non fanno che lavorare tutto il giorno. Ora stanno riposando.
Alfa 13 si avvicinò per parlare con loro, nonostante Arianna e Damiano facessero di tutto per distrarlo. Comunque i barboni si limitarono a rivolgergli un triste sorriso, girandosi poi dall’altra parte. Lungo la strada che portava al centro della città, da una macchina coccinella si sporse un uomo con il viso arrabbiato, sventolando un pugno minaccioso. Gridava contro un’altra coccinella. – Che cosa fa quell’umano? – chiese Alfa. Francesco e Andrei dissero: – Fa così perché è un maestro, un insegnante. Davide, Clark e Ilyas chiarirono: – Per la città si aggirano maestri molto severi che si prendono cura della nostra educazione. Ci sgridano aspramente se ci comportiamo male gli uni con gli altri!
– Oh! – fece l’extraterrestre spalancando la sua minuscola bocca.
Finalmente arrivammo al cuore di Roma. Ora eravamo certi che avremmo fatto una bellissima figura, ma più di un monumento era annerito e sporco. Doriano, Lorenzo e Diego non si persero d’animo: – Che ne pensi di questa vernice scura? È assai protettiva sai?
Noemi aggiunse: – Ci teniamo ai nostri monumenti!
– Certo sono bellissimi! – disse Alfa 13, ma sembrava sempre più confuso e impressionato.
Giunse la sera, era quasi ora di tornare. Lungo il cammino vedemmo stagliarsi gli alti palazzi di Roma contro il tramonto.
Giorgia, Mattia e Gabriele spiegarono: – Questi sono i nostri nuovi alberi giganti! Per piantarli l’uomo ha spostato i prati più lontano!
L’extraterrestre chiese: – È per questo che ho visto tanti piccoli bimbi passeggiare con le loro mamme accanto alle strade?
– Beh, è proprio così! – risposero Flavio e Kamil.
– Qualcuno di loro aveva una mascherina bianca sulla bocca. Come mai?
– È presto detto! – puntualizzarono Siria e Maya. – Siamo a Carnevale!
– Il Carnevale è la festa preferita dai bambini: devono indossare maschere e la cosa è molto divertente! – aggiunsero Gioia, Sara e Sofia.
– Ho capito! – disse Alfa – Molto interessante!
– Ragazzi, si è fatto tardi! Perderemo l’autobus!- ammonì Flavio.
– Sì, amici. Anche per me è ora di riprendere il viaggio. – Grazie! Siete molto simpatici!
L’omino ci salutò affettuosamente e scomparve dietro un vicolo. Sembrava un po’ deluso.
Sull’autobus nessuno di noi parlò. Eravamo malinconici e tristi a causa delle bugie dette per difendere la fama della nostra bella città.
Poi ognuno di noi si domandò come avrebbe voluto che fosse stata la città quel giorno.
In realtà non lo sapevamo, forse avremmo solo voluto non dire tante bugie.
E queste le motivazioni del premio scritte dal giornalista Antonio Audino:
“La realtà della città eterna è oggi fatta di sporcizia, smog, traffico e rumore. Un gruppo di ragazzi si trova a far compiere una visita turistica a un marziano, attratto dalla fama della Città Eterna, cercando di giustificare tanto degrado con poco credibili giustificazioni di fantasia. Un racconto che testimonia l’amore per Roma, un amore tale che spinge a mentire per evitare di umiliare la propria città, ma anche la sofferenza di chi vede le meraviglie della nostra metropoli ridotte in uno stato di così profonda prostrazione”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.