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L’Olimpo è della Roma: Mancini fa il re del Derby, la Champions è a un passo. Festa e lacrime per il Faraone

Una doppietta del difensore regala a Gasperini la stracittadina e il quarto posto a novanta minuti dalla fine del campionato

La AS Roma vince per l’ennesima volta il derby per 2-0 in una partita spigolosa e non certo bella, ma che la squadra riesce a fare sua per la maggior concretezza e il maggior tasso tecnico rispetto agli avversari.

Ed ora, visto gli altri risultati delle concorrenti, si comincia a sentire la musica della Champions League.

Gasperini deve fare a meno di Konè e non porta neanche in panchina Pellegrini, che non ce la fa a recuperare, e poi sceglie di non giocare con tre attaccanti davanti ma inserisce Pisilli e rimane fuori Soulé.

Quindi la Roma si schiera con Svilar in porta, solita linea difensiva con Mancini, Ndika ed Hermoso, a centrocampo Celik, Pisilli, El Aynaoui e Wesley, Cristante dietro la coppia Malen-Dybala.

Nei primi minuti del primo tempo si vede tanta confusione in campo, con errori nei passaggi e una Roma, imbrigliata dallla pressione avversaria, che non riesce a sviluppare il suo gioco.

All’8′ arriva la prima occasione per la Roma: su un calcio di punizione saltano due difensori biancocelesti per anticipare Malen, ma è Taveres a toccare verso la propria porta e solo un ottimo intervento del portiere esordiente Furlanetto evita un clamoroso autogol.

Per due minuti la Roma colleziona molti calci d’angolo ma non trova il giusto guizzo.

In campo, nel primo quarto d’ora, si vedono molti calci e poco calcio, con una Roma che, quando recupera palla, non riesce a sviluppare gioco ma si appoggia solo su Dybala, bersagliato da falli degli avversari che portano all’ammonizione di Taylor al 21′.

Un minuto dopo, ripartenza di Noslin, palla a Cancellieri che impegna per la prima volta Svilar.

Al 28′ la Roma subisce il gol ma l’attaccante Dia era in evidente fuorigioco e viene giustamente annullato; il gioco, però, non viene fermato subito e, per contrastare l’avversario, Ndika si fa male.

La squadra giallorossa evidenzia difficoltà in mezzo al campo, dove Pisilli ed El Aynaoui sono leggeri rispetto ai tre centrocampisti avversari; l’assenza di Konè nella parte nevralgica del campo si fa sentire molto.

Al 32′ i biancocelesti vanno vicini al gol su un colpo di testa di Gila sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un minuto dopo è Noslin ad andare vicino al gol in ripartenza, ma il suo diagonale esce di poco.

Foto As Roma

Al 36′ Ndika si deve arrendere e viene sostituito da Rensch, con l’arretramento di Celik nel trio difensivo con Mancini centrale, una mossa per cercare di arginare le scorribande nel lato destro, dove il terzino turco è spesso messo in mezzo tra Noslin e Tavares. 

Nel momento in cui i biancocelesti sembrano poter andare in vantaggio arriva il gol della Roma. 39′: prima palla buona per Malen che conquista un corner. Batte Dybala, stacco imperioso per Mancini che di testa batte Furlanetto e poi va a correre sotto la Sud: 1-0.

Un minuto dopo la Lazio va vicino al pareggio con Cancellieri ma viene anticipato da Svilar in uscita bassa; il portiere giallorosso viene colpito, ne nasce un parapiglia e l’arbitro ammonisce giustamente lo stesso Cancellieri ed Hermoso.

Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine del primo tempo con la Roma in vantaggio.

Nel secondo tempo non rientra Pisilli e al suo posto entra, per la sua ultima partita all’Olimpico con la maglia della Roma, El Shaarawy, per dare più spinta sulla trequarti sinistra e poi un cambio tattico: Rensch va a sinistra e Wesley va nella sua posizione naturale a destra.

Nei primi minuti della seconda parte della partita è la squadra biancoceleste a farsi più pericolosa, subito con un tiro di Tavares uscito di poco e un tiro di Cancellieri parato da Svilar.

Al 61′ escono Dia e Taylor per i biancocelesti ed entrano Maldini e Dele-Bashiru e, poco dopo, primo vero duetto tra Dybala e Malen con tiro in mezza rovesciata del centravanti olandese, ma Furlanetto è bravo a ribattere.

Il portiere biancoceleste si supera tre minuti dopo su una punizione di Dybala che si stava infilando sotto il sette.

Sul corner seguente stesso schema del primo gol: Dybala sul primo palo e, un’altra volta, svetta Mancini di testa che buca per la seconda volta Furlanetto, corsa di nuovo sotto la Sud ed è 2-0.

La Roma controlla ma gli avversari non ci stanno e si alza il tono dello scontro, con i biancocelesti che continuano a picchiare duro.

E al 70′, fallo su Mancini al limite dell’area della Roma; ne nasce l’ennesima bagarre dove Rovella e Wesley vengono alle mani e l’arbitro giustamente li espelle e così, per ultimi 20 minuti, le due squadre rimangono in 10.

Foto As Roma

La Roma passa ad una difesa a quattro con Mancini ed Hermoso centrali, Celik terzino a destra e Rensch a sinistra.

La Roma cerca di addormentare la partita e ripartire con un Dybala strepitoso che sulla destra regala solo magie e mal di testa ai giocatori avversari.

Al 78′ entrano Pedro, sempre livoroso contro la Roma, e Lazzari per Marusic e Dia, con i biancocelesti proiettati in avanti per accorciare le distanze, mentre la Roma è tutta raccolta dietro a difendere il risultato. All’80’ escono Mancini per Ziolkowski e Malen per Soulé.

All’87’, dopo l’ennesima interruzione per l’ennesimo brutto fallo su un romanista, viene sostituito Dybala per Dovbyk, che rientra dopo 4 mesi, e un minuto dopo il centravanti ucraino in contropiede colpisce un clamoroso palo.

La Roma continua a colpire in contropiede, suggellando la vittoria e al 91′, in pochi secondi, è prima El Shaarawy a mangiarsi un gol solo davanti al portiere calciando fuori, sarebbe stato un finale meraviglioso per lui, e poi è Furlanetto a superarsi parando un gran tiro a giro di Soulé.

Lo stadio, solo romanista, ora è in una festa clamorosa sapendo anche il risultato della Juve e con l’ennesima vittoria di questo derby si sente profumo di Europa che conta.

Al 95′ finalmente l’arbitro fischia la fine per la gioia incontenibile della squadra e dei tifosi della Roma.

La Roma non ha giocato di certo una delle sue migliori partite e forse il vantaggio del primo tempo è stato anche troppo per quello che si è visto.

La squadra giallorossa nei primi 45′ è stata imbrigliata da una squadra, conscia di essere più debole, che ha basato tutto sul picchiare e ripartire in contropiede, mentre la Roma, con un centrocampo non messo bene senza Konè, faceva fatica ad affacciarsi nella metà campo avversaria.

Nel secondo tempo tutto è andato meglio con un assetto più offensivo con El Shaarawy e il secondo gol ha reso tutto più facile e forse ci stava anche il terzo gol viste le occasioni sprecate nel finale.

Peccato per l’espulsione di Wesley che mancherà nell’ultima giornata decisiva a Verona. Magnifica prestazione di Dybala che da solo sulla destra ha fatto ammattire i difensori avversari ed ha dimostrato ancora una volta la sua classe, peccato che lo abbiamo potuto vedere molto molto poco perché in coppia con Malen, oggi una prestazione un po’ meno brillante, avrebbe fatto vedere cose meravigliose.

Foto As Roma

Oggi insufficiente Pisilli che nel primo tempo non ha mai trovato la posizione.

Menzione d’onore per Mancini, il giocatore più odiato dai laziali, che oggi entra nella storia della Roma con questa doppietta, la sua corsa e il suo bacio alla maglia sotto la Sud.

Un grazie di cuore ad El Shaarawy che oggi ha giocato la sua ultima partita all’Olimpico con la maglia della Roma, un giocatore esemplare, che non ha mai fatto polemica, che ci ha fatto esultare per un suo gol per 65 volte e che rimarrà sempre nel cuore dei tifosi romanisti.

Ed ora? Grazie alla sconfitta casalinga della Juventus contro la Fiorentina, la Roma ora è al terzo posto con 70 punti insieme al Milan e, per effetto degli scontri diretti, è quarta. 

Come già detto, ora la squadra di Gasperini, il grande artefice di questo possibile miracolo perché ci ha sempre creduto, è padrona del suo destino: basta vincere a Verona nell’ultima partita di campionato e il sogno Champions potrà diventare realtà.

Si giocherà senza Wesley e forse senza Konè ma la Roma è su di giri e rovinare tutto nell’ultima giornata sarebbe imperdonabile.

Un solito applauso per i tifosi della Roma che per l’ennesima volta hanno realizzato una coreografia stupenda, meravigliosa come solo i tifosi della Roma sanno essere.

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