

Non avendoli utilizzati, con la Amacard, ritornano al Dipartimento del Comune di Roma Capitale
Ormai la notizia che sembra aver monopolizzato la cronaca romana, e che sicuramente troverà uno spazio non secondario nel programma politico dei candidati in corso per la battaglia avviata alla conquista dello scranno più alto dell’aula Giulio Cesare, è la guerra al ratto, ai topi o come si dice in romanesco verace, i sorci.
La presenza di queste non amate bestiole che arrivano a minacciare la salute di noi umani è segnalata ovunque, sia nelle zone periferiche che in quelle centrali, sia in zone dove c’è una evidente carenza di pulizia e la presenza costante di rifiuti in strada e sia sul prato antistante il Colosseo e altri luoghi di pregio della città. Insomma il ratto, possiamo dirlo, sta conquistando la città e questo anche grazie ad una sorta di alleanza non richiesta con i Municipi romani che, salvo rare eccezioni, non hanno neppure tentato un’azione di contrasto.
Eppure i municipi hanno avuto disponibilità economiche consistenti con cui si poteva almeno tentare un’azione di contrasto alla proliferazione del roditore e questa era stata offerta, come ormai avveniva da anni, dall’apertura dell’AmaCard dal valore complessivo, per il 2015, di oltre 500.000 euro e di questi circa 60.000 erano a disposizione del Municipio Roma V.
Qualcosa però non ha funzionato e i fondi non utilizzati alla data del 31.12.2015 sono rientrati tutti al Dipartimento comunale che li utilizzerà per contrastare l’avanzata dei ratti.
Il Municipio Roma V ha rimandato indietro ben 46.500 euro e questo mentre, nel periodo che andava dal mese di aprile a dicembre 2015, affidava ad imprese private attraverso una procedura negoziata il servizio di derattizzazione e disinfezione presso le strutture educative dell’infanzia comunale e gli istituti comprensivi dell’infanzia di primo grado ubicati sul territorio per un importo altri 20.000 euro.
E’ evidente quindi che non aver utilizzato i fondi messi a disposizione da Ama SpA attraverso l’AmaCard è frutto di incapacità gestionali e programmatiche di quello che si aveva a disposizione. Tra l’altro con il ricorso ad affidamenti a privati del servizio si è determinato un incremento della spesa necessaria a contrastare la presenza dei ratti non solo nei plessi scolastici, ma anche in luoghi pubblici del territorio municipale: come dimenticare le colonie di roditori intorno al laghetto del parco Palatucci a Tor Tre Teste che erano riuscite anche a decimare le presenze della fauna presente.
La guerra ai ratti è appena iniziata, ma non saranno solo le esche a far vincere la battaglia, la città deve essere più pulita ed Ama Spa deve necessariamente rivedere l’organizzazione del lavoro per quanto concerne il ritiro dei rifiuti, visto che spesso i cassonetti rimangono o pieni o con i rifiuti in terra che sono una vera manna per i ratti romani. E i cittadini romani si devono anche impegnare a prestare la giusta attenzione a come conferiscono l’immondizia o ad esempio gli scarti di arredamento che non vanno lasciati vicino ai cassonetti ma portati nelle isole ecologiche messe a disposizione dall’Ama (che ha anche un servizio di ritiro ingombranti sotto casa).
L’Ama faccia la sua parte, la Politica programmi e controlli e i cittadini rivedano anche come contribuire in questa vera e propria guerra al ratto, altrimenti questi arriveranno a suonarci al campanello del portone di casa!
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