

In esposizione a Roma oltre 60 opere dell’artista spagnolo fino al 1° febbraio 2026
L’esposizione “Dalì. Rivoluzione e Tradizione” che sarà ospitata nelle sale di Palazzo Cipolla – dal 17 ottobre al 1° febbraio 2026 – rappresenta, senza dubbio, uno degli eventi culturali più attesi dell’autunno. Ricordiamo che Salvador Dalì (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989) è stato uno dei massimi interpreti del movimento surrealista, al quale si accostò con il metodo da lui stesso definito “paranoico critico” che consisteva in una modalità inedita di trasportare sulla tela le proprie impressioni sulla realtà, vale a dire enfatizzando l’inconscio ed il mondo dei sogni.
Sotto la direzione scientifica di Montse Aguer – Direttrice dei Musei Dalí e la curatela di Carme Ruiz González e Lucia Moni, questo progetto si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per la ricorrenza del centenario dalla prima mostra personale di Dalì. Il percorso espositivo – arricchito da materiale fotografico ed audiovisivo – è suddiviso in 4 sezioni e raccoglie oltre 60 opere, tra disegni e dipinti.
Come suggerisce il titolo stesso, l’intento è quello di indagare il rapporto dell’artista sia con i grandi maestri del passato come Johannes Vermeer, Diego Velázquez e Raffaello Sanzio che con il contemporaneo Pablo Picasso.
I primi tre artisti furono sempre fonte di ispirazione per Dalì che, dalla fine degli anni Trenta, espresse il suo desiderio di “diventare un classico” guardando al loro esempio.
Per quanto riguarda il rapporto con Picasso, i due artisti si incontrarono, per la prima volta, a Parigi nel 1926 ed a partire da quel momento costruirono un rapporto complesso ed ambivalente che li portò ad influenzarsi reciprocamente nel corso delle loro carriere artistiche, come dimostra la celebre conferenza Picasso y yo svoltasi a Barcellona nel 1951.
Un’apposita sezione è dedicata al trattato “50 segreti magici per dipingere”, con cui Dalì si propose di svelare alcuni fondamentali trucchi del mestiere agli aspiranti pittori, esaltando i valori della pittura classica.
Inoltre, la rassegna intende rendere omaggio al ventennale della Festa del Cinema di Roma, valorizzando l’intenso legame che Dalì ebbe con il mondo del cinema, in cui dimostrò il suo talento nelle molteplici vesti di regista, sceneggiatore, scenografo e attore. Nel 1929 realizzò, insieme a Luis Buñuel, il cortometraggio “Un cane andaluso (Un chien andalou)” che è considerato una delle opere più significative del cinema surrealista. L’anno seguente scrisse alcune scene per “L’età d’oro (L’age d’or)” e nel 1945 collaborò con Alfred Hitchcock per la celebre sequenza onirica della pellicola “Io ti salverò (Spellbound)”.
La mostra è stata promossa dalla Fondazione Roma, in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, con il supporto organizzativo di MondoMostre ed il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna. Le opere esposte sono state prese in prestito, oltre che dalla stessa Fundació Gala-Salvador Dalí, anche da istituzioni museali di primo piano, tra cui il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, il Museu Picasso di Barcellona e le Gallerie degli Uffizi.
“Dalì. Rivoluzione e Tradizione”
DOVE: Palazzo Cipolla – Museo del Corso – Polo museale – via del Corso, 320;
QUANDO: – dal 17 ottobre al 1° febbraio 2026;
ORARI:
lunedì dalle 15:00 alle 20:00;
martedì e mercoledì dalle 10:00 alle 20:00;
giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 21:00;
sabato e domenica dalle 9:00 alle 21:00.
La biglietteria chiude un’ora prima;
CONTATTI:
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