

Otto tra le più belle statue che rappresentano l’arte sacra quattro-cinquecentesca italiana in mostra al Quirinale dall’11 maggio al 19 giugno 2011
Basterà varcare le soglie del Quirinale per ammirare 8 bellissime Madonne rinascimentali che saranno in mostra dall’11 maggio fino al 19 giugno 2011 nella Sala delle Bandiere in una delle sede istituzionali più importante d’Italia.
A pensare la mostra ‘Madonne Rinascimentali al Quirinale’ è stata Arpai, l’Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano che, fondata nel 1989, ha finanziato e curato il restauro di quasi 200 opere d’arte sparse nelle varie regioni d’Italia per celebrare vent’anni di attività.
In una nota pervenuta durante la presentazione alla stampa della mostra, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha così dichiarato: “Ho accolto con favore la proposta del Conte Paolo Marzotto, presidente di Arpai, di organizzare una mostra che celebrasse il restauro della Madonna con il Bambino della Curia Vescovile di Fiesole e altre due Madonne con il Bambino di Jacopo Sansovino. Incoraggiare i cittadini – prosegue la nota – a rispettare e tutelare il nostro immenso patrimonio culturale e paesaggistico è compito comune che anche la Presidenza della Repubblica sente come proprio”.
“La mostra – afferma il Consigliere del Presidente per la Conservazione del Patrimonio Artistico, Louis Godart – è il frutto di una collaborazione tra pubblico e privato, una collaborazione posta sotto il sigillo dell’entusiasmo che contraddistingue chi ha voluto come i soci di Arpai operare per strappare al degrado alcuni dei capolavori che fanno del nostro patrimonio culturale uno dei motivi di orgoglio del sentirsi italiano”.
Durante il percorso tra le luci soffuse atte a ricordare quei luoghi di culto dove le Madonne erano poste in origine si può ammirare la statua, raffigurante la Madonna di Fiesole, scoperta per caso durante un sopralluogo nel Palazzo vescovile di Fiesole, che è stata riportata alla sua forma originale grazie al restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze finanziato da Arpai. Il restauro ha convinto il Prof. Luciano Bellosi, purtroppo recentemente scomparso, ad avanzare l’ipotesi di una attribuzione a Filippo Brunelleschi.
L’opera è capostipite di importanti esemplari quattrocenteschi; cinque di essi, rappresentanti lo stesso soggetto sono stati scelti per questa mostra per la loro singolare bellezza e appartenenza stretta alla derivazione dal modello: uno di Lorenzo Ghiberti conservato al Museo del Bargello di Firenze, uno conservato a Palazzo Davanzati a Firenze, uno proveniente dalla Chiesa di San Cristoforo a Siena, due di proprietà di collezionisti privati in Toscana.
Appartengono invece al Cinquecento le due Madonne attribuite al Sansovino: la Madonna con il Bambino del 1555 circa, altorilievo in terracotta monocroma, un tempo murato in una stanza della villa Garzoni di Pontecasale (Pd) progettata dallo stesso Sansovino e l’altra opera “figlia”, in questo caso, da lei derivata e prodotta nell’atelier dello stesso artista, è un rilievo in cartapesta del Museo del Cenedese di Vittorio Veneto, esempio tra i più raffinati fra i numerosi conservati nei musei italiani, sia per il materiale, sia per la tecnica con cui è stato realizzato.
“Madonne rinascimentali è una mostra complessa costituita da 8 capolavori del XV e del XVI secolo e da un percorso fotografico e testuale che illustra una buona parte dei circa 180 interventi eseguiti con i fondi di ARPAI e – continua Marzotto – di alcuni enti e privati che si sono uniti all’Associazione. Dobbiamo tutelare i nostri beni culturali. Lo stesso Ministero per i Beni e le Attività Culturali se sfruttato bene potrebbe dare lavoro a molta gente in Italia".
A raccontare come è nata e come si svolge l’intera mostra, trasportando il visitatore tra quei volti definiti dallo stesso Louis Godart ‘classici come l’Atena conservata ad Atene’, è stato il professore Gian Antonio Golin, che con il suo dire metodico ma armonioso, ha reso, attraverso le parole, plastici quei volti sacri che in realtà racchiudono gesti terreni: le primordiali carezze che da sempre accomunano una madre e un figlio.
Nella foto la Madonna di Jacopo Sansovino proveniente da Vittorio Veneto
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