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Mal’Aria 2025: Roma e Frosinone tra le peggiori d’Italia. Scatta il conto alla rovescia per il 2030

La Capitale è 7ª per biossido d'azoto (NO2), Frosinone 5ª per polveri sottili (PM10)

Nonostante un miglioramento generale dei livelli di inquinamento, la strada verso un’aria davvero pulita nel Lazio resta in salita.

Secondo l’analisi di Legambiente, Rieti e Viterbo rappresentano le uniche vere “oasi felici” della regione, mentre Roma, la Valle del Sacco e parte del litorale continuano a mostrare concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti che entreranno in vigore con le nuove direttive europee.

A preoccupare sono soprattutto biossido di azoto e polveri sottili, con criticità diverse da città a città. Roma si conferma nella “Top Ten” delle peggiori città italiane per concentrazione di NO₂, con una media annua di 28 µg/mc.

Un dato legato principalmente al traffico veicolare, in particolare ai diesel, che dovrà ridursi del 29% entro i prossimi quattro anni per rispettare i parametri fissati al 2030.

Frosinone, pur migliorando rispetto al primato negativo del 2024, resta al quinto posto in Italia per superamenti dei limiti giornalieri di PM10, con 55 giorni oltre la soglia consentita.

Per il capoluogo ciociaro la sfida è duplice: ridurre le polveri sottili del 18% e intervenire in modo più deciso sul PM2,5, le particelle più pericolose per la salute.

Latina presenta un quadro meno allarmante ma non privo di criticità. Anche qui sarà necessario un taglio significativo, soprattutto del PM2,5, che dovrà diminuire del 20% entro il 2030.

Nel complesso, per rientrare nei nuovi limiti europei le città laziali dovranno affrontare una vera e propria “dieta emissiva”.

Roma dovrà ridurre il PM10 del 13%, il PM2,5 del 17% e il NO₂ del 29%. Frosinone è chiamata a un taglio del 18% sul PM10 e del 29% sul PM2,5, mentre Latina dovrà intervenire soprattutto sulle polveri più fini.

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, chiede al sindaco di Roma Roberto Gualtieri un’accelerazione sui provvedimenti strutturali per evitare nuove procedure d’infrazione europee.

Tra le priorità indicate: il potenziamento della mobilità su ferro con il completamento di tramvie e metropolitane e la chiusura dell’Anello Ferroviario; l’attivazione delle telecamere della Fascia Verde con restrizioni per i diesel Euro 4; l’introduzione di una congestion charge per l’accesso alle aree centrali; e una revisione delle politiche sulla sosta, con lo stop alla gratuità per le auto ibride e una rimodulazione delle tariffe per favorire la rotazione.

Un focus particolare riguarda Frosinone. Stefano Ceccarelli, referente locale di Legambiente, avverte che il miglioramento registrato è dovuto anche a condizioni meteorologiche più favorevoli, come una minore inversione termica.

La priorità resta l’abbattimento del PM2,5, attualmente a 14 µg/mc rispetto all’obiettivo di 10 µg/mc, attraverso interventi su mobilità elettrica e sistemi di riscaldamento, in particolare quelli a biomasse.


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