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“Malìa” in scena al Teatro Vascello

Prima assoluta dal 16 al 20 ottobre

Un nuovo testo partorito dalla magica penna di Gianni Guardigli. In prima assoluta, al Teatro Vascello, dal 16 al 20 ottobre, va in scena: Malìa. La regia è di Ida Bassignano.

Tra i suoi vestiti coloratissimi, la sarta Maria (interpretata da Stefania Felicioli) si incontra, e si scontra, con l’amica Anna (Elisabetta Piccolomini), svelandoci questa malìa, ovvero, una magia inserita in una ottimistica quotidianità provinciale emiliana.

Malìa è seduzione, subìta e mai sopita, per un idolo del passato, Mal dei Primitives. Ma è anche incanto e vanto di un figlio che ammalia la folla del paese e che avvicina la sarta, alla madre di Cristo, per coincidenze e affinità.

Malìa potrebbe essere la dizione cinese di Maria, pronunciato dall’immigrata cinese che spia l’arte sartoriale della sarta Maria. La spia così bene, fino al punto di replicarne perfettamente il segno e la precisione.

da_sin_e_piccolomini-s_felicioli_foto_m_tomaiuoliIn realtà, la vera malìa è quella di una donna che non si arrende a tutti i rovesci che le si abbattono addosso. Quelli di una vita qualsiasi, che pure su di lei si accaniscono e trovano argine solo nel suo buon senso e nella sua ironia. Sicuramente è un tipo ingenuo e credulone, Maria. Ma è schiacciata, nonostante il suo carattere, dal peso della storia: tutte le vicende che racconta ad Anna – altra figura femminile, saggia e colta, forse un alter ego agli antipodi o forse una testimone narratrice – sono il frutto degli anni del nostro benessere, dal boom degli anni Sessanta, fino allo stallo critico odierno.

Tutto lascia un segno, nella vita di Maria. E solo per qualche malìa non vuole perdere la speranza. Ma una notte di Gabicce, la malìa di fece magia. Ed ecco l’incontro con l’eroe di vinile, la visione della felicità e l’arrivo di un figlio. Ma lei rimane ferma, non si scompone. Sempre impegnato a tagliare e cucire abiti bellissimi. Imbastendo allo stesso modo, anche la sua modesta vita, nella quale ogni spettatore potrà misurare e verificare la propria.

Dalla sua scrittura, l’autore, Gianni Guardigli, romagnolo di Forlì, emana i forti odori e sapori della sua terra. Ma senza retorica patriottica e secessionista. Qui c’è la ricchezza di un umore e di una caratterialità, entrambi positivi. Può permettersi di commuovere giocando con i modelli di illusioni e consumi facili e universali.

Spettacoli: mer-sab ore 21; dom ore 18 – Biglietti: 20 euro (ridotto 15 euro)

INFO:065881021 – www.teatrovascello.it

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