Maria Leonarda Milone Goffredo, poetessa e scrittrice si racconta

Nata ad Apricena (Foggia) nel 1924, vive nel quartiere Tiburtino. Vincitrice di vari premi, nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie e prose “Emozioni vissute”
di Simone Gentile - 25 Aprile 2015

Maria Leonarda Milone Goffredo, poetessa e scrittrice si racconta a “AbitareARoma”; una vita passata a scrivere, si apre al nostro giornale, svelandoci aneddoti e tanto altro

Maria Leonarda Milone Goffredo nasce ad Apricena (Foggia) nel 1924. E’ stata un’insegnante delle scuole elementari. Vincitrice di vari premi, nel 2006 ha pubblicato una raccolta di poesie e prose dal titolo “Emozioni vissute” presso la casa editrice Rosone. Oltre alle poesie ha pubblicato “C’era una volta una maestra”, edito nel 2008 presso Nuova Impronta edizioni. Insignita della Croce al Merito della Repubblica, oggi vive a Roma nel quartiere Tiburtino dove si è trasferita dopo una vita trascorsa nella terra natia. La nostra Redazione l’ha incontrata per sottoporle una breve ma intensa intervista.

Come si è avvicinata alla poesia?

La poesia mi è sempre piaciuta. Fin da quando insegnavo, un collega di San Severo mi spingeva a scrivere perché apprezzava come scrivevo. In terza media un professore portò addirittura un mio compito di italiano in giro per la scuola! Poi mi piaceva declamare le poesie, anche se mi intimidiva la gente. Le poesie, alla fine, sono quelle che mi escono dal cuore, sono le mie “Emozioni vissute”: il titolo di questa raccolta me lo ha consigliato il direttore della biblioteca di San Severo, Benito Mundi. A presentare il libro qui a Roma, in una sala della parrocchia di San Romano Martire, a Largo Antonio Beltramelli, ci fu l’allora presidente del Municipio, Ivano Caradonna. Questo sarà, inoltre, il terzo anno che parteciperò al concorso di poesia in vernacolo a Bari, dove ho già vinto due coppe!

Esattamente un anno fa, in occasione della festa della donna, lei ha dato il suo contributo all’evento “Questo non è amore” sul tema del femminicidio. Quale legame ha nei confronti dell’attualità e di temi così importanti quali il femminicidio o l’uxoricidio?

Ci sono sempre stati il femminicidio e, soprattutto, gli uxoricidi. Ma oggi se ne parla molto! Perché? Perché la donna di prima era soggetta all’uomo, non poteva lavorare e doveva subire tutte le cattiverie del marito. Quando nel secolo scorso gli uomini, stanchi, tornavano a casa dal lavoro erano violenti e brutali, forse ormai “stufi” dell’amore di un tempo. Oggi, invece, le donne sono emancipate, non sono più le donne relegate in casa, ma studiano, lavorano anche loro, si curano, sono belle e grintose, brave mamme e mogli. Ma, quando non sopportano più i mariti, che magari sono invidiosi o gelosi, “la coppia scoppia”, come si suol dire. E spesso gli uomini, purtroppo, arrivano ancora alle mani o, peggio, alle armi. Ma non è vero che è il lavoro che rende l’uomo crudele, noi siamo pur sempre i discendenti di Caino – c’è in noi qualcosa di Caino! In definitiva, grazie al progresso,  la nostra attualità può considerarsi certo migliore rispetto al passato, rispetto ai tempi che ho vissuto, i tempi bui della guerra, della sofferenza e della miseria. Oggi con il progresso tutti possono avere internet, la macchina, il telefono (e chi le aveva prima, queste cose!?). Ma, d’altra parte, la vita di oggi, in particolar modo della città, ha perso in umanità. C’è, specie nelle città, indifferenza! Prima tra le persone c’era fratellanza, oggi c’è più indifferenza.

Lei ha pubblicato anche un libro dal titolo “C’era una volta una maestra”. Di che si tratta?

E’ il mio racconto, il racconto di cinque anni di precariato, quando ero costretta a spostarmi di paese in paese per insegnare. Ho scritto questo libro, che è anche un rievocare tempi andati, per fissare sulla pagina momenti indimenticabili della mia vita, della mia carriera scolastica; uno spaccato della storia di quegli anni, mia e di coloro che ho conosciuto e che ho ricordato. A curare il libro, che è una sorta di mia autobiografia, è stato il professor Carpaneto.

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Lei vive in un quartiere periferico ma, in realtà, sempre più centrale per questa città. Qual è il suo rapporto con il quartiere Tiburtino?

In realtà il rapporto con tutto il quartiere è un po’ difficile! Ma amo questa zona, è il quartiere che mi piace di più! In particolare il piccolo giardino di largo Beltramelli mi ha ispirato, la primavera scorsa, diverse poesie. Ogni mattina, mi affaccio curiosa al balcone per osservare i tigli in fioritura. Così, prima di affacciarmi, speranzosa, mi chiedo: chissà se sono rifioriti!? Questo quartiere in primavera torna a brillare, e ci trovo la poesia!

La Sposa di Maria Pia

Commenti

  Commenti: 1

  1. Pericle Eolo BELLOFATTO


    Non posso che complimentarmi sia con la Sig.ra Maria Leonarda Milone Goffredo (che conosco personalmente) per la sua vivacità e per il suo grandissimo desiderio di trasformare in poesia tutte le sue emozioni. Mi dà una carica ed una voglia di non demordere mai veramente incredibile.
    E, poi, voglio ringraziare di vero cuore quello splendido ragazzo che è Simone Gentile, appunto per la sua gentilezza (e non è un caso il suo cognome), la disponibilità, l’affabilità e la volontà ferrea di impegnarsi in tutto quello che fà.
    Complimenti ad ambedue!!!!!!!!!
    Pericle Bellofatto

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