

Venerdì 15 dicembre 2017 in Viale Castro Pretorio, 105
Venerdì 15 dicembre 2017 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, in Viale Castro Pretorio, 105, si terrà l’incontro: Mario dell’Arco e il Novecento
Il programma prevede
alle ore 16,00-16,30 (Spazi900) visita e illustrazione del museo letterario Spazi900 a cura di Eleonora Cardinale con una scelta di canzoni romanesche eseguite da Giorgio Onorato
e alle ore 16,30-18,30 (Sala 1) Un saluto di Andrea De Pasquale, Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, l’introduzione del Direttore del Centro Studi Marcello Fagiolo dell’Arco e le relazioni di: Carolina Marconi, Prima di Mario dell’Arco: le poesie giovanili e le canzoni; Pietro Gibellini, Mario dell’Arco nella poesia italiana del ’900, Franco Onorati, Mario dell’Arco e i dialetti, nell’intersezione fra Sciascia e Pasolini
Letture di Maurizio Mosetti
Conclusioni di Marcello Fagiolo dell’Arco
Mario dell’Arco. Pseudonimo del poeta in dialetto romanesco e architetto Mario Fagiolo (Roma 1905 – ivi 1996); fondò alcune riviste di poesia e curiosità dialettali, fra cui Orazio (1949) e Il Belli (1952). La sua poesia (Taja ch’è rosso, 1946; La stella de carta, 1947; Ottave, 1948; Tormarancio, 1950; La peste a Roma, 1952; Ponte dell’Angeli, 1955; Verde vivo verde morto, 1962; Roma levante Roma ponente, 1965; Gatti, 1980; Assolo, 1982; Vince er turchino, 1985; Poesie romanesche, 1987), che si riallaccia ai modi della contemporanea lirica in lingua e specialmente alla poesia ermetica, si giova del dialetto per dare maggior risalto verbale a una immaginazione baroccheggiante, trovando tuttavia la sua nota più genuina là dove un motivo elegiaco (come quello ispirato dal ricordo del figlioletto morto, in Una striscia de sole, 1951) serve di remora al trasmodare del suo gusto “macaronico”. Compilò anche, in collaborazione con P. P. Pasolini, un’antologia della Poesia dialettale del Novecento (1952), ed è autore di un interessante G. Belli. Ritratto mancato (1970).
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.