

In seguito all'inchiesta sul presunto appalto-truffa da 21 milioni di euro
ROMA (16 luglio) – Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in relazione alle vicende che hanno interessato la Asl Roma C, la più grande d’Italia, ha deciso di commissariare l’azienda sanitaria. La decisione fa seguito all’inchiesta sul presunto appalto-truffa da 21 milioni di euro che ha portato i carabinieri del Nas ad effettuare nei giorni scorsi cinque ordinanze di custodia cautelare, tra cui una ai domiciliari notificata ad Annamaria Robustellini, manager della Asl RmC e, secondo l’inchiesta, ideatrice spirituale e materiale dell’appalto-truffa.
Ieri la direttrice generale della Asl RmC, Elisabetta Paccapelo – che aveva assunto Annamaria Robustelli come responsabile dell’ufficio risorse finanziarie e bilancio della Asl RmC – è stata sentita per circa tre ore come persona informata dei fatti dal pm titolare dell’inchiesta. Oggi ha comunicato in una nota che «la Direzione non ha alcuna responsabilità in ordine ai fatti accaduti né ad altri ipotizzati nelle recenti dichiarazioni di alcuni consiglieri». Nella nota Paccapelo sottolinea di aver «trasmesso al presidente della Regione Lazio una nota relativa alle richieste di informazioni in merito alle procedure di gara oggetto di indagine della Procura della Repubblica». La direttrice generale della Asl aggiunge di essere a «disposizione e ben lieta che, attraverso una commissione di inchiesta consiliare, in un confronto aperto con i rappresentanti del Consiglio e della Commissione sanità, possa emergere la assoluta trasparenza dei miei comportamenti e di quanto a me riferibile in relazione alle procedure di gara».
Insieme ad Annamaria Robustellini, coinvolta in una analoga inchiesta della procura di Tivoli, sono finiti agli arresti domiciliari anche il responsabile della ditta che ha vinto l’appalto, Fabio Blasi, 60 anni, della H Edit srl, un docente universitario di Bologna, ordinario di una cattedra di elettronica informatica, e due imprenditori. Per tutti le accuse ipotizzate dalla Procura di Roma sono quelle di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e turbativa d’asta. Indagati anche i sei componenti della commissione, nominata dalla Asl, che doveva occuparsi dei criteri di aggiudicazione degli appalti e valutare le proposte che arrivavano dalle multinazionali e dalle aziende che operano nel settore informatico.
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