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La “Masterpiece Cup” porta l’arte contemporanea sul campo da golf

Al Golf Club Parco di Roma un progetto che unisce sport, installazioni artistiche e paesaggio in un’unica esperienza

Sabato 9 maggio presso il Golf Club Parco di Roma, in via dei due Ponti 110, si è tenuta la prima edizione della “Masterpiece Cup”, un evento che unisce golf e arte contemporanea in un format pensato per superare i confini tradizionali tra competizione sportiva ed esperienza culturale.

L’iniziativa rientra nel progetto “Arte & Golf: per un giro insieme”.

L’idea nasce dall’avvocato romano Mauro Marchione, che ha trasformato il campo da golf in uno spazio di incontro tra performance atletica e ricerca artistica. Non soltanto una gara, dunque, ma un percorso immersivo in cui il gesto sportivo dialoga con opere pensate appositamente per il contesto.

Oltre cento giocatori hanno preso parte alla competizione, mentre le diciotto buche del percorso sono state reinterpretate attraverso opere d’arte contemporanea realizzate da nove artisti coinvolti nel progetto.

Il percorso si è trasformato in una sorta di museo a cielo aperto, dove il paesaggio naturale e quello creativo convivono in un’unica esperienza percettiva.

Le installazioni sono state esposte sul green dal 6 al 9 maggio e poi successivamente trasferite all’Hotel Hassler, dove resteranno visibili fino all’asta finale del 14 maggio organizzata da Bolli & Romiti.

Il progetto coinvolge artisti provenienti da percorsi e linguaggi differenti: Francesco Astiaso Garcia, Sebastiano Bianco, Stefano Trappolini, TETSU, Carola Masini, Claudio Angeloni, Cosimo Brunetti, Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno, con la curatela di Massimo Scaringella.

“Ci troviamo di fronte all’opportunità unica di creare un format innovativo e altamente scalabile” – sottolinea Gianpaolo Sacconi – “è un concept che può incidere in maniera significativa sul mercato dell’arte e dei beni di lusso in generale.”

Più che un semplice appuntamento sportivo o una mostra diffusa, “Masterpiece Cup” si propone come un esperimento sul rapporto tra spazio, percezione e partecipazione.

L’incontro tra opere pensate appositamente per il luogo, ambiente naturale e dinamica competitiva costruisce infatti un’esperienza in cui dimensione estetica e azione si influenzano reciprocamente.

Nel progetto immaginato da Marchione, il golf smette così di essere soltanto disciplina sportiva e diventa parte di una narrazione culturale più ampia, dove arte e movimento condividono lo stesso campo di gioco.

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