Merano Wine Festival, dal 9 al 13 novembre 2018

Cari lettori di Abitare a Roma, quest’anno per la prima volta ho deciso di partecipare al Merano Wine Festival ideato dal WineHunter Helmuth Kocher. La manifestazione avverrà nella graziosa cittadina dal 9 al 13 novembre.

Prenderanno parte oltre 300 aziende vinicole accuratamente selezionate da Helmuth Kocher e dai suoi collaboratori.
La “caccia” all’eccellenza enogastronomica dura per tutto un anno, dopodiché le ditte prescelte vengono invitate al festival per l’anno dopo.
Gli appuntamenti nelle cinque giornate saranno molti e tutti di grande attrattiva, cercherò quindi di compendiarli brevemente:

Venerdì 9 novembre sarà dedicato soprattutto ai vini biologico, biodinamici e naturali.
Dal 10 al 13 novembre il Kurhaus ospiterà l’eccellenza di oltre 300 aziende vinicole.
Dal 10 al 12 , in piazza della Rena, si svolgeranno numerosi spettacoli a tema con il festival.
Presso l’Hotel Terme di Merano saranno proposti dei veri e propri “Masterclasses” ovvero dei percorsi sensoriali guidati.
Martedì 13 una eccezionale sfilata di bollicine d’oltralpe la “Catwalk Champagne”.

Ho letto con molto interesse l’articolo ” I vini vulcanici protagonisti della caccia del WineHunter Helmuth Kocher ” e devo dire che condivido in pieno l’entusiasmo del “Cacciatore”.
Questo territorio riesce a trasfondere nel vino tutta la forza contenuta nella lava: mineralità, acidità, sapidità, esplosività sensoriale e, cosa non secondaria longevità.

Vorrei, però sottoporre al “Cacciatore” Hemuth Kocher un altro territorio vulcanico: il Vulture, particolarmente vocato per un vino che ha fatto della longevità il suo marchio di fabbrica e cioè l’Aglianico.
Tra le tante ottime cantine ho scelto Alovini di Oronzo Alò e come vino il prodotto di punta Alvolo.
E’ un vino prodotto da uve selezionate da vigneti di Aglianico dei comuni di Genzano di Lucania ed Acerenza.
Età dei vigneti 20-30 anni, produzione 35-50 hl/Ha, altitudine 400-550, vendemmia tra metà e fine ottobre.
La raccolta viene fatta a mano, vinificazione e macerazione in piccoli fermentini a temperatura controllata ( 22°-26°C per 10 giorni) per poi passare in acciaio inox per la fermentazione alcolica e malolattica.
L’affinamento avviene in botti di rovere francese per 12 mesi ed altri 12 mesi in bottiglia.
Ne risulta così un vino di assoluta eleganza dal colore rosso rubino intenso con riflessi granati; bouquet speziato e ai frutti maturi del sottobosco; sapore asciutto dai tannini gradevoli e vellutati; alcol 14% vol.
Si può abbinare con molti cibi, ma io lo preferisco a fine pasto come vino da meditazione.

Vorrei però consigliare un altra tipologia di vino così importante per gli ApuloLucani: il Rosato.
Il rosato Alovini è un blend di Aglianico (70%) e Montepulciano(30%).
Quello che sorprende di questo vino è il colore, che non è uno scialbo rosa, ma è un rosso brillante; all’olfatto sale subito un intenso fruttato di ciliegia, fragola e lampone; il palato viene subito conquistato dall’eleganza, freschezza ed equilibrio.
E’ un vino quattro stagioni a tutto pasto, da bere freddo nei mesi caldi e fresco negli altri mesi.
Io l’ho provato con un involtino di spigola condita internamente con finocchietto selvatico, pepe, pistacchi pestati nel mortaio, strisciolina di lardo di colonnata ed, ovviamente, annaffiata col Rosato: binomio sublime.

Henos Palmisano

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