

L’Atac non ha ancora nominato un direttore di esercizio e non ha completato le verifiche dei rischi
Parola (elettorale) del sindaco Gianni Alemanno: “La prima tratta della linea C che unisce Pantano a Centocelle è pronta e sarà aperta a luglio”, ha annunciato ieri Gianni Alemanno a Repubblica Tv. E ha aggiunto: “manca solo il disco verde degli organi di valutazione tecnica”.
Hai detto un prospero! verrebbe da esclamare con un detto tipicamente romano.
Ma come stanno veramente le cose. Di fatto c’è un impedimento che terrà i treni della Metro C fermi molto oltre il prossimo luglio, e i veri responsabili di questi ritardi che sono l’Atac e il Comune stesso.
Infatti il 4 luglio 2012, con la delibera 194, il Campidoglio affidava all’azienda del trasporto la gestione della nuova metro. Ad oggi Atac non ha ancora nominato un direttore di esercizio, figura che deve preparare al collaudo finale della linea, non ha portato a termine le verifiche dei rischi di sistema, non ha presentato richiesta di nulla osta per il materiale rotabile, e non ha formato il personale.
Nel frattempo l’unica cosa che si è mossa sono state le carte.
Dal 25 settembre 2012 al 26 marzo 2013 Roma Metropolitane ha inviato cinque richiami protocollati al Comune di Roma, al ministero delle Infrastrutture e al direttore generale di Atac Antonio Cassano (da non confondere con il calciatore) nei quali si ripercorrono tutte le inadempienze dell’azienda dei trasporti. L’ultima lettera è del 26 marzo in cui si afferma: “si ribadisce la necessità che Atac provveda con la massima urgenza alla nomina del responsabile di esercizio di ciascun impianto al fine di consentire l’espletamento delle verifiche funzionali indispensabili”.
Atac, da parte sua, controbatte affermando che in questa fase la nomina non è ancora necessaria. Ma alla mancata indicazione del responsabile di esercizio da parte dell’azienda, si aggiunge il fatto che il 26 febbraio 2013 Metro C spa (il consorzio costruttore della metro) ha scritto a Roma Metropolitane ricordando che “i corsi di uso e manutenzione degli impianti”, sono necessari per addestrare il personale Atac al funzionamento della complessa macchina della metro. E riprogrammando l’inizio delle lezioni all’8 aprile 2013 scrive pure: “non possiamo che invitare Roma Metropolitane a rendersi parte attiva nei confronti di Atac, affinché si renda disponibile a partecipare ai corsi in questione nelle date ultime sopra riprogrammate”. Secondo il piano l’avvio dei corsi era previsto dal 17 settembre del 2012, ma i 42 tecnici di Atac non si sono presentati e il calendario è slittato.
Per di più il 21 gennaio 2013 l’Atac, per mettersi al riparo da responsabilità, ha scritto al Campidoglio: “corre l’obbligo evidenziare che la scrivente a tutt’oggi non ha nelle proprie disponibilità l’analisi dei rischi”. Pochi giorni Roma Metropolitane scrive: “I documenti dell’intero progetto costruttivo dei quali lamentate l’indisponibilità, sono a vostra disposizione nella piattaforma di monitoraggio Metro C fin dall’ottobre 2010”. Sul piano politico da registrare anche l’attacco di Massimiliano Valeriani, vicepresidente PD del Consiglio regionale: “Le stazioni non sono ancora pronte e non è mai cominciato il periodo di verifica di 2 mesi, estendibili a 4, di funzionamento senza passeggeri. La metro C è il più clamoroso fallimento del sindaco”.
Conclusione: andiamo bene!… (come diceva Anna Longhi, la prosperosa partner di Alberto Sordi nel film “Il tassinaro”, mi pare).
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