Mistica. Evitare brutti scherzi

La storia, le potenzialità e i rischi che ancora impediscono la gestione pubblica di un Parco acquisito dal Comune
di Sergio Scalia - 27 giugno 2011

Una breve storia dell’area di Mistica

Per comprendere i conflitti e gli interessi presenti sull’area di Mistica, sarebbe utile fare una breve storia di quanti architetti e giudici si siano misurati su questi spazi.

L’area complessiva di Mistica di proprietà delle società IARA Srl e TAINAS Spa si estende per circa 100 ettari, con porzioni che nel PRG del 1965 avevano destinazioni villini (G4), industria (L1), verde (N) e agricola (H).

Nel 1987 la Regione Lazio nel 2° PEEP destina una buona parte dell’area ad edilizia residenziale pubblica, ma una sentenza del TAR, su ricorso dei proprietari, convince la Regione a spostare altrove l’edilizia pubblica.

Nel 1995 il Ministero dei Beni Culturali vincola l’intera area per interesse ambientale e storico, ma i proprietari ricorrono al TAR che impone il decadimento del vincolo nel 1998 con sentenza riconfermata dal Consiglio di Stato nel 2001, rendendo di fatto l’area nuovamente edificabile.

Il Consiglio Comunale nel 1997, con l’approvazione della “Variante delle certezze” ripropone sull’intera area il vincolo a zona verde (N) in considerazione della precedente decisione del Ministero sul valore storico-ambientale dell’area, ma i proprietari hanno nuovamente fatto ricorso al Tar, che con sentenza interlocutoria del 1999 ha attivato una procedura per verificare l’incongruenza del nuovo vincolo con quanto già deciso dallo stesso TAR nel 1998.

Nel 2000 la Giunta Comunale definisce la procedura delle compensazioni edificatorie, già prevista dal “Piano delle Certezze” ed i proprietari presentano una proposta di Piano di assetto dell’area che prevede :
– La creazione di un parco archeologico naturalistico di 75 ettari con la cessione delle aree al Comune
– La destinazione a verde privato di circa 11 ettari con casali a ridosso del GRA
– L’utilizzo di 12 ettari a ridosso di via dell’Omo ed in aree ai margini del parco per la realizzazione di edifici produttivi per complessivi 130.000 mc con il recupero delle cubature residue in altre compensazioni
– La realizzazione di un’arteria di collegamento tra il GRA e Via Longoni.

La Prenestina Bis e il Polo di Servizi

Dal 2001 al 2005 si svolgono incontri e Conferenze di servizi che introducono modifiche nei progetti, secondo le richieste di Dipartimenti e Sovrintendenza, che riducono l’ampiezza e l’impatto della rotatoria Longoni – Prenestina sul Parco e che riducono da 12 a 9 ettari le aree private, recuperando circa 3 ettari per attività sportive ai bordi del parco, negli spazi tra Prenestina e rotatoria Longoni, per ubicarvi un Punto Verde Qualità con bowling e pattinaggio su ghiaccio, Punto Verde che doveva essere collocato all’interno del Parco Alessandrino e che fu spostato su richiesta dei cittadini e del Municipio con l’O.d.G. n. 8 del 2003.

Finalmente con la Deliberazione n. 79 del 18 aprile 2005 il Consiglio Comunale di Roma approva la stesura definitiva dell’Accordo di Programma con il Piano di assetto dell’area comprendente un Parco archeologico e un Polo di servizi.

Il Polo di servizi racchiude strutture commerciali, uffici, multisala da realizzare a ridosso delle attività esistenti di Pratiko e Mercatone Uno, con una viabilità e parcheggi dedicata e con un collegamento con il comprensorio di Via dell’Omo dal lato Via Muraccio di Rischiaro. Nessun mattone per gli edifici commerciali potrà essere messo se prima non sarà realizzata la viabilità di collegamento GRA-Longoni.

Nella fase di stesura dei progetti esecutivi della viabilità, che si identifica nel 2° lotto della Prenestina Bis (tratto Longoni-GRA) insorgono nuovi problemi
– Per la sovrintendenza, che chiede di rivedere uno svincolo sul GRA per la vicinanza con i resti dell’Acquedotto,
– per gli innesti con la viabilità del consorzio Omo
– per la connessione con il I lotto della Prenestina Bis (tratto Targetti-Longoni).

La Conferenza di servizi approva il progetto definitivo solo a maggio 2010 ed i lavori non possono ancora iniziare fino all’approvazione del bilancio comunale 2011, dove devono essere inseriti gli oneri concessori complessivi che il privato deve impegnare per la realizzazione dell’opera approvata. Quest’operazione di bilancio si poteva fare a novembre nell’assestamento 2010, ma per ritardi del Comune è slittata di un anno. Se il bilancio comunale quest’anno sarà approvato entro il 31 luglio, i lavori del 2° lotto di Prenestina Bis non potranno iniziare prima di settembre, anche se c’è da presumere che i privati avranno tutto l’interesse a concludere quanto prima, perché altrimenti non potranno mai iniziare il Polo di servizi.

Il Parco Archeologico di Mistica e il progetto della Fondazione

Ma in questo quadro, dal 2005 ad oggi che fine ha fatto il progetto del Parco archeologico di Mistica?

Nella convenzione iniziale del 2006 stipulata tra Comune e proprietari era previsto che una parte degli oneri (circa 730 mila euro) dovevano essere impiegati per l’attrezzatura del parco e per la sistemazione dei casali, col vincolo però che la custodia sarebbe rimasta ai proprietari fino al collaudo di tutte le opere con la successiva consegna al Comune.

Il Sindaco Veltroni, con l’ordinanza n. 15 dell’11/2/2008, vista la lentezza delle procedure, vista la necessità di riutilizzare i 730 mila euro per un aumento dei costi della variante in corso, visto che i casali venivano occupati e sgomberati di continuo, decide di affidare la parte dell’area con i casali alla Fondazione “Parco della Mistica Onlus”, costituita da alcune associazioni come la “Nazionale cantanti”, la “Fondazione Capitano Ultimo”, la “Cooperativa Maia”, il “Consorzio Tiresia”.

La consegna dei circa 33 ettari verrà effettuata concretamente a dicembre 2008 dal nuovo Sindaco Alemanno.

Gli obiettivi e il progetto della Fondazione sono quelli di realizzare un “Campus produttivo della legalità e della solidarietà” e molte notizie, prospetti e video si possono trovare sugli appositi siti
http://www.fondazioneparcodellamistica.it  oppure nel menu Progetti di http://www.consorziotiresia.org e comunque una documentata spiegazione si trova già nel recente articolo di V. Luciani “Cos’è e che fine farà il Parco della Mistica?”

Secondo le intenzioni dei promotori “Il Campus si propone di rappresentare uno spazio di discussione e di promozione di idee e di esempi da portare, attraverso l’arte e lo spettacolo, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle strade, per far vincere quello che è giusto piuttosto che quello che ci fa comodo. Ad esempio ci sarà un teatro permanente di favole della legalità interfacciato con il mondo della scuola; una sala multifunzionale per incontri e dibattiti culturali aperti in primo luogo alle università; ci saranno laboratori permanenti;uno studio di produzione per chi vuol fare cinema; una sala di incisione per musicisti e soprattutto un area in cui si realizzeranno eventi di spettacolo e sportivi per raccogliere fondi da utilizzare in progetti di solidarietà nazionale e internazionale; un’ azienda agricola biologica, gestita dalla Cooperativa Sociale AGRICOLTURA CAPODARCO che ospiterà serre fotovoltaiche e una “città della scienza” in collaborazione con il Consorzio Roma Ricerche e l’Università di Tor Vergata sull’energia compatibile aperta alla ricerca e alla didattica per la promozione del rispetto della natura e dei prodotti tipici italiani; una casa famiglia che ospiterà i bambini più sfortunati e costituirà il centro per il recupero ed in reinserimento di soggetti deboli”.

Nelle foto allegate si possono vedere degli scorci di come è attualmente la situazione dei casali e di come apparirebbe la stessa area dopo i lavori di ristrutturazione.

Il finanziamento del progetto avviene in parte con gli incassi delle “Partite del cuore” e con fondi delle associazioni, ma ancora oggi i lavori procedono a rilento e sia alcuni comitati di quartiere sia il Municipio hanno chiesto di poter interloquire con la Fondazione per discutere sui progetti e sull’utilizzo degli spazi agricoli con coltivazioni di agricoltura biologica e con l’apertura di una parte dell’area ai cittadini.

Il progetto deve mantenere infatti tutte le caratteristiche previste nella deliberazione n. 79/2005 integrando le tre vocazioni dell’area: archeologica, agricola e sociale.

Il progetto interessa tutta l’area di Mistica, ma ad oggi la Fondazione ha avuto in consegna solo 33 ettari, (come è visibile nella piantina allegata, dove l’area consegnata è delimitata in blu e quella da consegnare in rosso, mentre la grande rotatoria Longoni è stata cancellata e avvicinata alla sede della Prenestina), mentre la restante parte di circa 42 ettari è rimasta in custodia ai proprietari, che dovranno consegnarla al Comune successivamente, senza comunque impegnare fondi per sistemarla, visto che sono stati tutti stornati per le varianti di progetto della strada.

In questi mesi, tra le incertezze sui finanziamenti e sui tempi di realizzazione del progetto da parte della Fondazione e le carenze di fondi dell’Amministrazione comunale, si è aperta una pericolosa fase di trattative tra i proprietari e il Comune per l’utilizzo dei restanti 42 ettari.

Infatti i proprietari hanno avanzato al Comune la proposta di sistemare a proprie spese l’area, anche a tutela del loro investimento sul Polo di servizi. Si sostiene infatti che un’area incolta e abbandonata ai margini di uno spazio commerciale e ricreativo sarebbe soggetta a incendi e degrado e quindi, se il Comune e la Fondazione non hanno fondi sufficienti, non si può lasciare un’area abbandonata.

Naturalmente ciò non avverrebbe gratuitamente, ma comporterebbe delle prerogative private sull’area. Si rincorrono voci anche sulla cessione dell’area residua come compensazione per ulteriori lavori che i proprietari potrebbero realizzare per una complanare sul GRA, richiesta da ANAS, ma non ancora finanziata.

Evitare brutti scherzi

E’ comunque chiaro come diventi urgente una iniziativa del Municipio, delle forze politiche e dei cittadini mirata a salvaguardare un parco importante come quello di Mistica, conquistato dopo decenni di vertenze legali e di quartiere, perché si proceda alla consegna definitiva dell’intera area al Municipio ed alle Associazioni che intendono investire nel Progetto complessivo del “Parco Archeologico” e del “Campus produttivo della legalità e della solidarietà”.

Il VII Municipio, con l’O.d.G. n. 24 del 27 settembre 2005 aveva chiesto la realizzazione del Sentiero della Pace, una passeggiata pedonale che consenta di collegare il Parco Alessandrino con quello di Mistica e con la prospettiva, avanzata da numerosi Comitati di quartiere, di collegare Centocelle a Gabii con un itinerario che valorizzi il patrimonio naturalistico e archeologico di questo quadrante della città.


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