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Motociclista morto sulla Colombo per la caduta di un ramo

Mera fatalità o tragedia evitabile?

Drammatica sorte per un  motociclista di 54 anni, morto intorno alle 10 di mercoledì 18 febbraio, sulla via Cristoforo Colombo. L’uomo è stato colpito da un ramo di un pino, spezzatosi per il forte vento che ha caratterizzato la giornata nella Capitale. Immediato il cordoglio del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e di tutta la giunta.

Ma si tratta di una mera fatalità o di una tragedia che si sarebbe potuta evitare? Questa morte arriva a pochi mesi di distanza dalla scomparsa di Niccolò Blois, il giovane che il 4 novembre scorso, a seguito del maltempo, morì per la caduta di un albero al Quadraro.  

“Si è trattato di una tragica fatalità – queste le dichiarazioni dell’ assessore all’Ambiente Fabio De Lillo – un ramo di pino, a causa delle forti raffiche di vento, si è staccato ed ha colpito il motociclista”.

Secondo l’assessore De Lillo, per quanto riguarda le potature ci sarebbe una situazione drammatica: ritardi che superano i 10 anni ed oltre 17.000 piante da potare con urgenza. Una situazione che si è aggravata a causa del maltempo di questi ultimi mesi.

“Nell’ultimo mese, infatti – spiega De Lillo – il Servizio Giardini ha effettuato 3.824 potature. Proprio venerdì scorso eravamo intervenuti potando 33 pini sulla via Cristoforo Colombo, un’arteria ad alto scorrimento dove non si interveniva dal 2002. Nel piano di manutenzione stilato abbiamo dovuto dare la priorità ad altre zone dove i ritardi erano addirittura decennali, tra cui Circonvallazione Clodia (110 robinie e 53 platani potati), Castel Sant’Angelo (161 lecci potati), via dell’Oceano Pacifico (32 pini potati), via Umile (67 pini potati), via di Quattro Venti (230 Ulmus potati), Lungotevere dei Tebaldi (78 platani potati), via di Santa Croce in Gerusalemme (9 platani potati), mentre è previsto per i prossimi giorni il completamente delle potature su circonvallazione Trionfale, via Candia e via Anastasio II”.

“Inoltre, il piano di manutenzione prevede che si inizi con interventi sulle piante sfoglianti (platani, tigli, aceri) che, per motivi legati all’andamento stagionale degli alberi, vanno effettuati entro fine marzo per poi passare, durante l’estate ad agire sui pini (fatte salve le urgenze che si possono determinare per il maltempo). La priorità adesso sarà quella di intervenire sui rami indeboliti dalle forti raffiche di vento e mettere in sicurezza gli alberi”.

“L’obiettivo che ci siamo prefissi – conclude De Lillo – è quello di raggiungere, entro fine marzo, le 8.000 potature sulle 17.000 urgenze individuate per poi completare il programma entro giugno, colmando così in 10 mesi un ritardo di 10 anni”.

“Non si può morire per la caduta di un ramo!". Questo il parere del presidente dll’ XI Municipio Andrea Catarci. "Con sentimento di profondo dolore – dichiara il Presidente del Municipio, giunto sul luogo dell’incidente – esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia del Sig. D.A., vittima dell’assurdo incidente di questa mattina”.

“Non è certo il momento di desolanti dichiarazioni. Questo è il momento della solidarietà e della vicinanza alle persone care, per una tragedia che non doveva avvenire.”

“Non è più rinviabile un immediato intervento su via Cristoforo Colombo per la messa in sicurezza dei pini che, anche ad occhio nudo, hanno subito varie lesioni ai rami con il vento di questi ultimi giorni. Come, non è più rinviabile – conclude Catarci – un immediato intervento per il degrado ambientale di molte alberature della nostra città.” 

Parole di solidarietà anche dai consiglieri comunali Cirinnà e Valeriani alla famiglia del motociclista. 
“E’ una tragedia inaudita e incomprensibile". Affermano i due esponenti democratici sottolineando la necessità di manutenzione del verde cittadino. " A pochi mesi dall’analogo incidente in cui ha perso la vita un ragazzo al quartiere Tuscolano – continuano – non ci risulta che si sia ancora proceduto ad un censimento delle essenze arboree più antiche e quindi più pericolose. Poiché non è solo una questione di potature ma di una necessaria manutenzione e di un costante monitoraggio”.

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