

Il capogruppo di Sel, Marco Manenti: “Un episodio grave ed intollerabile"
Si può scrivere di matrimoni gay, di nuovi centri sociali per gli anziani, di bengalesi che diventano imprenditori/fruttivendoli dando un forte contributo all’economia italiana. Possiamo esaltare in semplici articoli i piccoli passi che la nostra società e i nostri municipi stanno compiendo ogni giorno nel perseguire tanti traguardi che ci permettono di essere orgogliosi di vivere in uno Stato Civile.
Poi accade che all’ingresso del giardino pubblico di via Palombini, nel territorio del Municipio XIII, un gruppo di genitori pongano un cartello in cui si “invitano” romeni e polacchi a non accedere al parco perché adibito ai soli bambini. “Un episodio grave ed intollerabile, che mira a colpire e ad isolare delle persone in base alla loro nazionalità e alla loro condizione di emarginazione sociale”, così si esprime il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà del Municipio, Matteo Manenti.
La povertà della gente, soprattutto di alcuni gruppi come i rom, è sotto gli occhi di tutti, quotidianamente. Una condizione che costringe ad elemosinare, a svolgere lavori rifiutati da altri e sottopagati, perché il “potere contrattuale del lavoratore” non esiste più e non solo da oggi, loro lo sanno bene. Una condizione che porta a fare gruppo con i connazionali o con chi vive gli stessi disagi, che porta a ritrovarsi in luoghi pubblici con qualche birra di troppo per dimenticare e non pensare all’indomani.
Non sono certo giustificazioni; trovarsi in tram, per strada o in un parco con qualcuno che non vede acqua pulita da un mesetto o che si è appena scolato un paio di birre non è piacevole per nessuno, soprattutto quando ci sono anche bambini. Si tratta, però, di guardare la realtà per quella che è, così che si possa trovare una soluzione per tutti, non con un cartello discriminatorio ma con politiche e azioni sociali concrete.
L’atteggiamento dei suddetti genitori infatti ha portato solo altri problemi di natura collettiva, “non soltanto –afferma Manenti- continua a soffiare sul fuoco della paura verso il diverso senza preoccuparsi delle conseguenze, ma rischia di delegittimare il lavoro, prezioso ed incondizionato, che tanti volontari svolgono nel nostro territorio cercando di arginare degrado ed incuria, problemi che non hanno nazionalità”.
“Piuttosto che cavalcare psicosi collettive – conclude l’esponente SEL – sarebbe opportuno che chi ricopre o ha ricoperto incarichi di responsabilità istituzionale, facesse prevalere il ragionamento e la solidarietà umana sulla facile ricerca di consensi elettorali. A breve il Municipio XIII darà piena applicazione alla risoluzione dal Consiglio che prevede l’affido delle aree verdi del nostro territorio, attraverso bandi aperti e trasparenti, ad associazioni e comitati. Perché il degrado non si combatte con divieti razziali, ma costruendo percorsi di partecipazione e di socialità”.
La dichiarazione non ammette interpretazioni: sono le istituzioni che hanno l’obbligo e l’onere di educare e gestire la propria cittadinanza, ed è da queste che ci dobbiamo aspettare razionalità e sostegno, prima che dai genitori di bambini che giocano ogni giorno accanto a bottiglie di vetro e cesti dell’immondizia rovesciati. Noi, dal canto nostro, continuiamo a scrivere dei piccoli traguardi delle amministrazioni, puntando il dito quando queste si perdono tra le scartoffie della burocrazia o nel traffico capitolino.
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quanta ipocrisia dai politici di questo paese, tanto se il parchetto sotto casa loro ha problemi fanno intervenire le forze dell’ordine in un attimo…