‘Museo Diffuso Lazio’, all’appello manca Roma

Un nuovo progetto di valorizzazione culturale del territorio laziale
di Serenella Napolitano - 6 Agosto 2009

Circa un mese fa, il 15 luglio, è stato presentato a Roma, nel salone del Mibac, Museo Diffuso Lazio. Un nuovo progetto per la valorizzazione del territorio laziale che prevede il monitoraggio e la valorizzazione di molti siti storici artistici della regione, questi diverranno fruibili per la cittadinanza, che meglio si avvicinerà al proprio luogo di origine, e ai turisti, che verranno a conoscenza di tesori troppo spesso dimenticati e quindi non conosciuti.

Durante la presentazione del progetto il Sottosegretario del Mibac, Francesco Maria Giro ha parlato di possibilità di attivare tirocini per giovani laureati con contratto a termine e anche di creare nuove prospettive lavorative perché in futuro saranno previsti figure professionali, che muovendosi su tutto il territorio, guideranno i turisti attraverso gli itinerari artistici creati.

Il progetto sarà curato dalla dott.ssa Rossella Vodret, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio che si avvarrà anche della collaborazione del Mibac, dei tre atenei romani, dell’Università della Tuscia, dei vescovi delle diocesi del Lazio e del fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno.

Per meglio affrontare il grande lavoro, il progetto è stato diviso in tre livelli. Il primo livello consiste in una immensa opera di musealizzazione che richiede come punto di partenza una ricognizione di tutto il patrimonio laziale e la verifica sullo stato di conservazione, redigendo delle schede che vanno a sostituire le già presenti risalenti agli anni settanta. Il secondo livello consiste nella sistematizzazione e divulgazione delle ricerche e dei restauri effettuati. Questa fase si svilupperà attraverso una nuova produzione editoriale come la collana di reperti fotografici sull’arte del Lazio e la rivista Latium che illustrerà 24 itinerari a tema. Una seconda fase del progetto prevede l’allestimento di mostre monografiche fino al 2012 su pittori laziali meno noti o attivi sul territorio come Bartolomeo Cavarozzi da Viterbo, Rosa da Tivoli e Girolamo da Sermoneta, che verranno realizzate nelle loro città natali. Il terzo livello prevede la creazione di una galleria multimediale on line dell’archivio fotografico del Mibac prodotto in doppia definizione.
Un’iniziativa volta a contrastare il graduale degrado in cui molti edifici e beni della regione versano e a stabilire invece, la natura di molti altri luoghi che nel corso del tempo hanno cambiato proprietà e destinazione come la chiesa dell’Annunziata di Sermoneta che è divenuta magazzino comunale o Sant’Angelo a Sezze trasformata in Auditorium o il monastero di San Francesco a Sonnino destinato ad albergo.

Progetto innovativo, ma è arrivata una critica: la UILBAC ha dichiarato che l’iniziativa è apprezzata per quanto riguarda la valorizzazione ma è scoordinata per aver escluso dal progetto Roma. A quanto pare l’austera, maestosa ed eterna Roma, questa volta, non è stata invitata all’evento.


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