Il Museo della Shoah sorgerà a Villa Torlonia

La sede provvisoria sarà al Ghetto

Entro il 2015 posa della prima pietra del museo della Shoah a Villa Torlonia, in corrispondenza del 70° anniversario della Liberazione degli ebrei dai campi di sterminio, e subito la disponibilità di un luogo della memoria evocativo, come la Casina dei Vallati, in piazza 16 ottobre 1943, lo stesso luogo dove furono raccolti gli ebrei per la deportazione. Questa la proposta avanzata ieri 29 settembre dal sindaco di Roma Ignazio Marino ai soci fondatori e al Cda della Fondazione Museo della Shoah.

DCF 1.0“E’ una proposta nuova e importante – ha spiegato il presidente della Comunità ebraica italiana, Renzo Gattegna – Un gesto generoso da parte del sindaco Marino che mette a disposizione un immobile comunale”.

“Abbiamo di fronte – continua Marino – una decisione che ha una profonda valenza etica nei confronti degli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio e la dobbiamo prendere anche con l’emozione della scomparsa di Mario Limentani, delle lacrime odierne di Sami Modiano, e delle parole toccanti di Pietro Terracina. Ma come Amministrazione abbiamo il dovere di decidere tenendo conto anche dei vincoli giuridici e quindi di rispettare la procedura avviata e aprire le buste del bando di gara europeo per la realizzazione del museo, come sottolineato anche dal presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick.

Tuttavia, come sindaco della città e quindi anche della comunità romana, sento il dovere morale di realizzare il Museo della Shoah nella Capitale”. Nel corso della discussione è emersa una evidente diversità di opinioni tra i rappresentanti della comunità ebraica nel Cda della Fondazione.

“Pertanto – conclude Marino – pur confermando la mia ferma volontà a realizzare il museo di Villa Torlonia, ho deciso di accogliere la richiesta di un’ultima pausa di riflessione di alcuni giorni”.

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