

Oltre 2.000 mq di sport, 700 posti e un parco pubblico. Il Campidoglio aggiunge 1,4 milioni di euro per gli arredi. A marzo il tavolo con il territorio per decidere la gestione
C’è un edificio che per anni è rimasto sospeso tra le promesse e l’abbandono. Un cantiere incompiuto, diventato nel tempo simbolo di attese tradite. Oggi, però, il PalaMaroi – conosciuto ai più come PalaCorviale – è vicino al traguardo.
L’annuncio è arrivato il 16 febbraio 2026 durante la seduta congiunta delle Commissioni PNRR e Sport di Roma Capitale: la consegna dell’impianto è prevista entro l’estate, nel rispetto del cronoprogramma europeo.
Una data che segna un passaggio decisivo per Corviale e per l’intero Municipio XI.
Inserito nel Piano Urbano Integrato “Polo della Solidarietà Corviale”, l’intervento punta a trasformare un’area pubblica inutilizzata in un centro sportivo di riferimento per il quadrante ovest della città.
I numeri raccontano la portata dell’opera: oltre 2.000 metri quadrati coperti destinati alle discipline indoor, un’arena da 700 posti per competizioni ed eventi, spazi esterni attrezzati e un parco aperto alla cittadinanza.
A completare il quadro, lo stanziamento aggiuntivo di 1,4 milioni di euro per arredi e dotazioni, così da consegnare una struttura pienamente operativa.
Non solo cemento e tribune. L’obiettivo dichiarato è costruire un presidio stabile di socialità, capace di intercettare i giovani del quartiere e offrire opportunità sportive e aggregative.
Il presidente della Commissione PNRR, Giovanni Caudo, ha parlato di un cantiere in fase avanzata, con lavori che procederanno fino alla fine di giugno 2026, termine fissato dai fondi europei.
A luglio è previsto il collaudo, mentre entro la fine dell’anno le attività sportive dovrebbero entrare a regime.
Una tabella di marcia serrata, che questa volta – assicurano dal Campidoglio – non subirà rallentamenti.
Superata la fase dei lavori, resta il capitolo più delicato: come far vivere l’impianto nel tempo. L’assessore allo Sport Alessandro Onorato ha chiarito che il Comune intende coinvolgere associazioni sportive e comitati di quartiere già nelle prossime settimane, con un incontro programmato a marzo.
L’idea è costruire un modello partecipato, capace di garantire apertura quotidiana e programmazione continuativa. «Non deve diventare una scatola vuota», è la linea tracciata dall’amministrazione.
Corviale, troppo spesso evocata solo per le sue criticità urbanistiche, potrebbe trovare nello sport una leva concreta di rigenerazione.
Il PalaMaroi non è soltanto un’opera pubblica che arriva a compimento: è un segnale politico e sociale.
Se i tempi saranno rispettati, l’estate 2026 segnerà la fine di una lunga attesa.
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