Nasce il PalaCorviale: fine lavori a giugno e collaudo a luglio

Oltre 2.000 mq di sport, 700 posti e un parco pubblico. Il Campidoglio aggiunge 1,4 milioni di euro per gli arredi. A marzo il tavolo con il territorio per decidere la gestione

C’è un edificio che per anni è rimasto sospeso tra le promesse e l’abbandono. Un cantiere incompiuto, diventato nel tempo simbolo di attese tradite. Oggi, però, il PalaMaroi – conosciuto ai più come PalaCorviale – è vicino al traguardo.

L’annuncio è arrivato il 16 febbraio 2026 durante la seduta congiunta delle Commissioni PNRR e Sport di Roma Capitale: la consegna dell’impianto è prevista entro l’estate, nel rispetto del cronoprogramma europeo.

Una data che segna un passaggio decisivo per Corviale e per l’intero Municipio XI.

Un progetto che vale più di un palazzetto

Inserito nel Piano Urbano Integrato “Polo della Solidarietà Corviale”, l’intervento punta a trasformare un’area pubblica inutilizzata in un centro sportivo di riferimento per il quadrante ovest della città.

I numeri raccontano la portata dell’opera: oltre 2.000 metri quadrati coperti destinati alle discipline indoor, un’arena da 700 posti per competizioni ed eventi, spazi esterni attrezzati e un parco aperto alla cittadinanza.

A completare il quadro, lo stanziamento aggiuntivo di 1,4 milioni di euro per arredi e dotazioni, così da consegnare una struttura pienamente operativa.

Non solo cemento e tribune. L’obiettivo dichiarato è costruire un presidio stabile di socialità, capace di intercettare i giovani del quartiere e offrire opportunità sportive e aggregative.

Le scadenze e la corsa contro il tempo

Il presidente della Commissione PNRR, Giovanni Caudo, ha parlato di un cantiere in fase avanzata, con lavori che procederanno fino alla fine di giugno 2026, termine fissato dai fondi europei.

A luglio è previsto il collaudo, mentre entro la fine dell’anno le attività sportive dovrebbero entrare a regime.

Una tabella di marcia serrata, che questa volta – assicurano dal Campidoglio – non subirà rallentamenti.

Il nodo della gestione

Superata la fase dei lavori, resta il capitolo più delicato: come far vivere l’impianto nel tempo. L’assessore allo Sport Alessandro Onorato ha chiarito che il Comune intende coinvolgere associazioni sportive e comitati di quartiere già nelle prossime settimane, con un incontro programmato a marzo.

L’idea è costruire un modello partecipato, capace di garantire apertura quotidiana e programmazione continuativa. «Non deve diventare una scatola vuota», è la linea tracciata dall’amministrazione.

Il riscatto di un quartiere

Corviale, troppo spesso evocata solo per le sue criticità urbanistiche, potrebbe trovare nello sport una leva concreta di rigenerazione.

Il PalaMaroi non è soltanto un’opera pubblica che arriva a compimento: è un segnale politico e sociale.

Se i tempi saranno rispettati, l’estate 2026 segnerà la fine di una lunga attesa.


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