Nasce una nuova moschea a Centocelle: lavori partiti dopo vent’anni di attesa

Progettata dallo studio dell’architetto Abbas Khamiss, potrà ospitare fino a mille persone

Dopo anni di attesa e promesse mai mantenute, a Centocelle sono finalmente partiti i lavori per la realizzazione della nuova moschea di piazza delle Camelie. Il cantiere, avviato lo scorso 9 giugno, segna un punto di svolta per il quartiere e per l’intera comunità islamica della Capitale.

Nascosta dietro le serrande abbassate di un ex mobilificio, nel cuore del Municipio V, la futura moschea è destinata a diventare la seconda più grande di Roma, subito dopo quella monumentale dei Parioli.

Un progetto di cui si parla da quasi vent’anni, da quando l’Associazione culturale islamica Al Huda acquistò l’edificio di quattro piani appartenuto a Stefano Gaggioli, ex parlamentare di Alleanza Nazionale. Oggi quel palazzo abbandonato tra piazza delle Camelie, via Tor de’ Schiavi e via Casilina, è pronto a rinascere come spazio di preghiera e centro culturale aperto al territorio.

La nuova moschea, progettata dallo studio dell’architetto Abbas Khamiss, potrà ospitare fino a mille persone. Ma sarà molto più di un luogo di culto: ci saranno una biblioteca, una sala conferenze, spazi espositivi, aule per corsi culturali e persino una ludoteca aperta a tutti, pensata come ponte tra generazioni e culture.

Per l’assessore municipale all’Urbanistica, Sergio Scalia, si tratta di “un’opera di riqualificazione urbana”, che restituisce vita a un edificio inutilizzato da tempo. “La convivenza tra religioni qui è un dato di fatto – spiega – c’è la parrocchia di San Felice, la Sala del Regno dei Testimoni di Geova e un altro centro islamico in via dei Frassini. A Centocelle, la pluralità religiosa è già realtà”.

Ma, come prevedibile, il cantiere ha riacceso anche le tensioni politiche. A guidare le critiche è Fabio Piattoni, consigliere di Fratelli d’Italia, che ha annunciato un’attenta verifica sui permessi e sulla regolarità delle autorizzazioni.

Un déjà vu per chi ricorda le polemiche di dieci anni fa, quando Forza Nuova avviò una campagna contro il progetto, con banchetti e raccolte firme nelle piazze del quartiere.

Ora però, a quanto pare, non ci sono più ostacoli all’orizzonte: la conclusione dei lavori è prevista per il 30 dicembre 2025. E con essa, Roma si prepara ad accogliere un nuovo simbolo di integrazione e dialogo nel cuore della sua periferia storica.


Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento