

Fatti e misfatti di giugno 2016
“Negli Stati Uniti – protagonista o no un fanatico assassino dell’Isis – ad Orlando, nella strage del “pub”, sono morti in 49 e in 53 sono rimasti feriti, alcuni in modo grave”.
Piangere ed indignarsi? Certo. Ma perché non dire anche, francamente, che gli Stati Uniti stanno continuando a volerselo? A volere queste stragi orribili, ma anche – come denunciato dal “Washington Post” – ben 355 sparatorie in un anno e, cioé, più di una al giorno? A volerlo, insomma, perché, quando un Paese arriva a contare – come rilevato dal “Congressional research service” – circa 319 milioni di abitanti, ma 375 milioni di armi da fuoco in circolazione, dovrebbe mettere in conto certe terribili conseguenze e avvertire l’obbligo di evitarle. Dice: ma il secondo emendamento della Costituzione recita che “il diritto dei cittadini di detenere le armi non può essere infranto”. Un secondo emendamento – con tutto il rispetto – buono, però, per un’America di banditi, sceriffi, cercatori d’oro e “saloon” di villaggio. I cui padri costituenti non avrebbero certo immaginato potesse servire a coprire, poi, le folli o criminali stragi dei secoli a venire. Non avrebbero certo immaginato quanto quell’emendamento avrebbe reso potente la tristemente nota “lobby delle armi”. E così florido il commercio di fucili e revolover. Negli Stati Uniti oggi, se uno vuole un caffé, deve fare seicento metri per trovare un bar. Ma, se vuole un’arma anche da guerra, bastano cento metri ed ecco il suo negozio con i prodotti più moderni. Piangere ed indignarsi per le stragi sì, dunque, ma…
“Olandese di 22 anni – drogata e violentata in Qatar – aveva denunciato l’episodio e il suo squallido protagonista”.
Risultato? I giudici, incolpandola di “avere avuto rapporti sessuali fuori dal matrimonio”, l’hanno condannata a cento frustate (pena sospesa con la condizionale), 824 dollari di multa ed espulsione dal Paese. E lo squallido violentatore? Nessuna condanna (nemmeno con la condizionale), nessun provvedimento, libero e felice. Il Qatar ha dimostrato, ancora una volta, che sarà pure un Paese ultramiliardario, ma che continua a non spendere neppure un soldo bucato per convertirsi ai diritti civili e costruirsi una Giustizia giusta. Anche se Allah lo vorrebbe.
“Il primo nuovo “format” di quella Rai2 di cui è stata da poco nominata direttrice Ilaria Dallatana – non è stato smentito – sarà prodotto da quella società “Magnolia” di cui Ilaria Dallatana è stata dirigente. Non solo: il “format” verrebbe realizzato a Bergamo di cui oggi è sindaco quel Giorgio Gori che della società “Magnolia” è stato il fondatore”.
Intenso profumo di “Magnolia”, dunque, ma grande puzzo di interessi che si sarebbero dovuti smaltire in discarica. Ma è la Rai, signora mia, “di tutto e di più”.
“Per l’editore de “La Repubblica” ingegner Carlo De Benedetti – imputato per non aver fatto il necessario, quando è stato amministratore delegato della “Olivetti” di Ivrea, ad evitare le morti per amianto di alcuni lavoratorti – i pubblici ministeri hanno chiesto sei anni e otto mesi di carcere”.
Tutt’altro che tanto. Non solo. I “bookmaker” danno uno a diecimila la possibilità che l’ingegner Carlo De Benedetti, editore de “La Repubblica” e tanti ruoli nell’economia nazionale e non solo, finirà per passare un solo giorno o in galera. L’importanza di chiamarsi Carlo. Carlo De Benedetti.
“Dopo l’esperienza del primo turno consumata, a Napoli, nella logica dello schema nazionale al fianco di Valeria Valente – ha fatto sapere, in una nota, l’ “Ap” di Angelino Alfano – esprimeremo ora una indicazione di voto per Gianni Lettieri per frenare la piega populista del candidato sindaco Luigi De Magistris”.
Andata male con la pd Valeria Valente, dunque, Angelino Alfano ha deciso di riprovare, al ballottaggio, con il candidato del centrodestra Gianni Lettieri. Ma, se gli dovesse per caso andare male anche con Gianni Lettieri? Non sorprenderebbe, in quel caso, se decidesse di andare ad abbracciare Luigi De Magistris. Magari con una nota di questo tenore: “Dopo l’esperienza del ballottaggio consumata, a Napoli, nella illogica dello schema nazionale al fianco di Gianni Lettieri, esprimeremo ora il nostro appoggio a Luigi De Magistris per aiutrarlo a governare la città”. “Che s’ha da fà pe’ campà“.
“Una lettera spedita il 26 maggio da Piazza Melozzo da Forlì 16 – a Roma – è arrivata in Piazza Melozzo da Forlì 4 – a Roma – il 7 giugno”.
La distanza tra il numero civico 16 e il numero civico 4 di Piazza Melozzo da Forlì – a Roma – è meno di venti metri. La lettera, dunque, ha percorso quella distanza alla strabiliante media di circa un metro e mezzo al giorno. Potrebbe essere, per Poste italiane, il nuovo record nel secolo della semplificazione e della modernizzazione. Complimenti vivissimi.
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