A Palazzo Incontro (in via dei Prefetti 22, nel cuore di Roma), è stata inaugurata lunedì 15 ottobre la prima mostra che riunisce il meglio dei tesori della provincia di Roma, "gioielli" spesso sconosciuti dei 121 comuni di un territorio ricco di storia e di arte.
L’esposizione ‘121 diamanti di Cultura, Storia e Bellezza della Provincia Capitale’ resterà aperta fino al 15 novembre, da martedì a domenica, con ingresso gratuito, dalle ore 10 alle ore 19.
La mostra ospita un’opera per ogni comune e ne racconta attraverso l’Arte le vicende storiche, politiche, sociali e religiose.
La nostra redazione stavolta ha avuto l’occasione di visionare la mostra. Durante una passeggiata al centro storico di Roma, ci siamo ritrovati davanti all’ingresso di questo evento.
Fin dall’ingresso l’impressione è delle più gradevoli, il personale, cordiale e disponibile, ci accoglie nel lungo corridoio d’ingresso, mostrandoci il percorso da fare per visitare l’intera esposizione, che si sviluppa per tre piani consegutivi del palazzo.
Molto ampia la sezione di opere antiche che contiene rinvenimenti recenti non ancora pubblicati, documenti di età medievale e della prima età moderna.
Tra le opere più significative un gigantesco nudo di donna di Scipione Vannutelli, custodito nel castello Colonna di
Genazzano. Dipinti, ma appunto anche reperti di grande valore.
Oltre alla già nota Coronazione di Spine di
Montecompatri, attribuita a un pittore caravaggesco, le Stigmate di San Francesco da
Carpineto Romano,
L’opera di Sano di Pietro, San Bernardino, di
Tivoli, uno dei capolavori dell’arte senese. Rilevanti anche le opere di "arte minore" esposte, tra queste significativa è la Pace di
Castelnuovo di Porto e la Croce di
Bosso di Sant’Oreste, veri e propri "unicum" nel panorama nazionale.
La sezione archeologica presenta altrettante opere notevole valorestilistico come: il Mosaico di
Anzio, perché oggetto di recenti indagini e da poco entrato a far parte del Patrimonio storico e artistico del Comune di Anzio.
I reperti da
Ciampino e
Lariano sono particolarmente interessanti perché illustrano ampiamente l’epoca Protostorica nel patrimonio provinciale
Tra le opere inedite l’Ara di Silvano di
Cerreto Laziale e il Cippo Funerario da
Labico, che danno un’idea della ricchezza del patrimonio ancora da esplorare; così come il Busto Femminile di
Palestrina che si presenta in anteprima.
All’uscita, oltre alla soddisfazione di aver goduto della bellezza di opere sconosciute a molti, la cosa che abbiamo gradito di più è sicuramente l’iniziativa di affiancare alle opere esposte, un’informativa dettagliata del comune di provenienza, con tanto di foto illustrative di paesini decisamente caratteristici.
Un’idea che lascia il monito di correre a visitare il nostro entroterra laziale che nasconde di certo “diamanti” di cultura e bellezza indiscussa.
A lato dell’entrata della mostra è allestito un piccolo punto informativo, che offre guide e informazione sul Comune e sulla Provincia di Roma.
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