

Il libro, edito da Donzelli, a cura del figlio Giulio è in libreria
“Nella polvere e negli sputi. Crescere nell’Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi“ di Antonio Cederna, edito da Donzelli, è in libreria da venerdì 20 marzo 2026.
Nel libro, a cura di Giulio Cederna, Prefazione di Lorenzo Cantatore, Postfazione di Enrico Zanchini, figurano una trentina di articoli in cui A. Cederna, ambientalista e giornalista, descrive l’Italia del boom edilizio (vedi “Assedio a Monte Mario” – “La vergogna di Borgata Gordiani”) la scomparsa di aree verdi e parchi gioco, e racconta l’esistenza dei bambini nelle città, in periferie inospitali e prive di spazi liberi per il gioco.
Scritti parecchi decenni fa, i testi offrono una riflessione amara e ancora attuale sugli spazi pubblici dedicati agli sport e al tempo libero, dedicati a quelli che l’autore definisce “poveri ragazzi italiani”, “poveri bambini in gabbia”.
Notevole l’impegno e la maestria del curatore Giulio Cederna, figlio di Antonio nel selezionare e nell’ordinare i testi che sono raggruppati in IV Sezioni: Il verde cancellato (1955-1964) – Città verdi e terra bruciata (1959-1961) – Città dei ragazzi e bambini in gabbia (1962-1969) – I ragazzi della via Gluck (1966-1972).
Completata la lettura del libro viene da interrogarsi: come si fa a non essere pessimisti? Semplicemente paragonando la situazione attuale – ad esempio di Roma – a quella denunciata dal grande urbanista.
Insomma i nostri “poveri ragazzi italiani” di oggi, quanto a spazi pubblici attrezzati a loro dedicati e a strutture sportive fruibili continuano ad essere purtroppo nelle condizioni di quei “poveri ragazzi italiani” di cinquanta e passa anni fa.
Dalle battaglie contro l’alluvione di cemento degli anni Cinquanta alla rivendicazione di parchi e aree gioco come diritti civili, il paesaggio di Antonio Cederna è uno spazio vivo da scoprire e da vivere. Trent’anni dopo la sua scomparsa, questo viaggio tra articoli e fotografie inedite svela il volto meno noto di un padre dell’ambientalismo che, con la matita in mano, ha educato l’Italia a sognare una città a misura di bambino.
Alto, dinoccolato, un block notes e la biro nera infilati nella giacca, dalla metà degli anni cinquanta Antonio Cederna percorre in lungo e in largo le strade della capitale per annotare la distruzione di parchi e ville storiche: un’alluvione di mattoni e cemento sommerge prati, valli, giardini. Se in principio gli articoli invocano la tutela del verde in nome delle bellezze naturali e artistiche, dopo la paternità, e dopo i primi viaggi alla scoperta dell’urbanistica europea, la sua attenzione si sofferma sulle esigenze dei bambini, rivendicando parchi attrezzati, aree gioco, servizi dedicati.
I diritti urbanistici si saldano sempre più con i diritti umani e civili, a cominciare dalla cura del tempo libero, vero indice di una società evoluta e armonica. E il paesaggio, nella sua visione, acquista una funzione materiale, fisica: diventa patrimonio solo se vissuto e praticato concretamente dalle persone.
A trent’anni dalla sua scomparsa, il figlio Giulio, impegnato nel campo della ricerca e dell’intervento in favore dell’infanzia a rischio, ha raccolto una trentina di articoli – accompagnati da un ampio ventaglio di fotografie – che restituiscono un percorso movimentato e vario, ricco di esplorazioni, incontri, domeniche passate a scarrozzare i figli. Un viaggio nel laboratorio di uno dei padri dell’ambientalismo italiano, ma anche di un educatore.
«Se educare vuol dire offrire ai cittadini un’alta qualità di vita – scrive Lorenzo Cantatore nella Prefazione –, al sicuro da privilegi, interessi e speculazioni, allora Cederna ci ha educati come un grande maestro di scuola».
Antonio Cederna (1921-1996) ha dedicato la vita alla difesa del patrimonio storico-artistico e ambientale. Ha scritto migliaia di articoli, alcuni raccolti in volume (I vandali in casa, 1956; Brandelli d’Italia, 1991), pubblicato saggi (Mussolini urbanista, 1979), contribuito alla stesura di importanti leggi. Rappresentante di spicco di Italia Nostra, è stato consigliere comunale a Roma e primo direttore del Parco regionale dell’Appia Antica.
Giulio Cederna. Nato a Roma nel1966, figlio del giornalista e ambientalista Antonio Cederna, ha sviluppato attività nel campo del giornalismo sociale, del cinema documentario, della comunicazione e della ricerca per organizzazioni non governative. Si occupa di infanzia e periferie. Ha ideato e curato dieci edizioni dell’Atlante dell’infanzia (a rischio) di Save the Children. Dirige la Fondazione Paolo Bulgari
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.