

Necessari ulteriori approfondimenti per accertare se ci sia stato un errore nelle procedure o se la piccola avesse patologie pregresse
Un parto che doveva essere un momento di gioia si è trasformato in dramma nella casa di maternità Il Nido di Testaccio. La neonata, venuta alla luce venerdì 12 settembre, non ha mai respirato: nei suoi polmoni non è stata trovata aria.
È questo il primo, sconvolgente risultato emerso dall’autopsia. Ma per capire fino in fondo cosa sia accaduto, saranno necessarie ulteriori verifiche: i medici legali dovranno stabilire se la piccola fosse già affetta da patologie o se le sue condizioni si siano compromesse durante il parto.
Al momento, nel registro degli indagati figurano l’ostetrica che ha assistito la madre e la titolare del centro, regolarmente autorizzato dalla Asl e tenuto a rispettare le linee guida regionali.
L’ipotesi investigativa è che la professionista si sia accorta delle complicazioni soltanto nel momento della nascita, troppo tardi per un intervento tempestivo.
L’allarme è scattato alle 14:30, quando l’ostetrica – dopo un primo tentativo di rianimazione – ha richiesto l’intervento del 118.
Pochi minuti dopo, alle 14:45, i sanitari dell’Ares hanno proseguito senza sosta per oltre quaranta minuti, ma ogni sforzo si è rivelato vano. La morte della neonata è stata dichiarata poco dopo le 15:20.
Alle 15:40, su richiesta del padre, sul posto è arrivata anche la polizia. Intanto la Procura ha disposto il sequestro della struttura, che resta sotto indagine fino a quando non verrà fatta piena chiarezza. Un’inchiesta che dovrà ora rispondere a un interrogativo doloroso e cruciale: la piccola poteva essere salvata?
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