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“Non vogliamo palazzi, vogliamo verde!”

I cittadini di Marconi incontrano il Municipio per decidere le sorti del Parco Papareschi

Dai campi alle fabbriche ai palazzi, senza un vero e proprio piano di sviluppo o per lo meno non adeguatamente realizzato. E’ per questo che oggi il quadrante di viale Marconi tra la linea ferroviaria e il Tevere si trova con una quantità enorme di palazzi, strade mai terminate (come quella che doveva collegare lungotevere Gassman a via Einstein) o mai costruite (vicolo di Pietra Papa, previsto all’altezza dei palazzi, ad oggi è ancora di molti metri sotto il livello dei portoni) e assenza totale di spazi verdi utilizzabili dai residenti.

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Maurizio Veloccia

L’ultima speranza resta la zona ancora da riqualificare: il futuro Parco Papareschi. Giovedì 20 marzo il Presidente del Municipio XI, Maurizio Veloccia, ha incontrato i residenti di Marconi allo scopo di costituire un gruppo di lavoro pubblico per la verifica partecipata con i cittadini del progetto del parco che, insieme alle istituzioni e all’architetto incaricato, si occuperà di apportare le opportune e possibili modifiche al piano di riqualificazione, già approvato dalle precedenti amministrazioni municipali.

“Vorremmo che si cambiasse l’approccio seguito negli anni scorsi rispetto alla trasformazione del territorio – ha esordito Veloccia – esiste un regolamento comunale sulla partecipazione dei cittadini che però a mio avviso va aggiornato e reso reale. Vogliamo dare l’opportunità ai cittadini di aggiustare quello che è già stato definito dieci anni fa. Dobbiamo, quindi, procedere per pezzi e a pezzi cercare di riconquistare il nostro territorio sperando che i soldi dei costruttori privati vengano reinvestiti per questo quartiere”.

E’ lo stesso Veloccia ad avere dei dubbi rispetto al progetto da lui ereditato: un asilo nido con un piccolo giardino che va a sostituirsi all’orto cittadino ora esistente; un laghetto artificiale che presumibilmente porterà via tempo e soldi a causa della molto probabile presenza di reperti storici sui quali dovrà intervenire la sovrintendenza per i beni archeologici; ma soprattutto uno studentato di oltre 600 posti per il quale Lazio Adisu, l’agenzia per il diritto allo studio universitario, ha già iniziato gli scavi archeologici.

“Potrebbe essere il più grande intervento per la costruzione di un’area verde nella zona, togliendo le grandi aree come la valle dei casali – spiega l’architetto Francesco Sanvitto, incaricato alla realizzazione del progetto – esiste già un ettaro e mezzo, 15 mila metri quadri, di superficie coperta, edifici che potrebbero essere utilizzati per il pubblico: dobbiamo provare a parlare con l’Adisu per capire se è possibile utilizzare per lo studentato altri edifici pubblici già esistenti”.

veloccia2Alla vista del progetto, per il quale sono stati stanziati un milione e 800 mila euro, alcuni cittadini presenti alla riunione si sono apertamente detti insoddisfatti e al grido “non vogliamo palazzi, vogliamo verde!” l’attenzione è stata spostata su altri problemi come la presenza dei rom negli edifici delle vecchie fabbriche e il progetto di conversione dello stabile dell’Uci cinemas (anch’esso ex fabbrica) in appartamenti.

“Non si può sparare nel mucchio – contesta il presidente Veloccia – noi stiamo combattendo contro la cementificazione, contro il piano casa di Alemanno e Polverini che prevede la cancellazione dell’Uci cinemas. Noi dobbiamo cercare di migliorare questi progetti – continua Veloccia, che non intende assumersi responsabilità che non ritiene sue – e se fosse possibile, di cancellarli. La legge purtroppo non ci consente di mettere un tratto di penna”.

L’appuntamento è per martedì 25 marzo, giorno in cui è previsto il primo sopralluogo con il gruppo di lavoro che si è costituito al termine della riunione. “Quale sarà il progetto futuro? – chiede retoricamente l’architetto Sanvitto – Quello che faremo insieme, nel rispetto dei vincoli esistenti”. Staremo a vedere.

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Un commento su ““Non vogliamo palazzi, vogliamo verde!”

  1. MENTRE LE CASE COSIDDETTE LIBERE SONO OCCUPATE CON VARITIPI DI CONTRATTO, GLI ITALIANI NON FANNO FIGLI PER PENURIA DI CASE NUOVE, CHI CE L’HA HA LA SECONDA CASA IN CAMPAGNA E CHIAMA ANTI-ECOLOGISTI GLI ALTRI, CONTINUANO COMITATINI DEL SUPER DISFATTISMO ITALIANO CONTRO LA SANA EDIFICAZIONE E DENSIFICAZIONE COME DEL QUARTIERE PORTUENSE-MARCONI.BASTA QUESTA SINISTRA DISFATTISTA!! VADA NELLE CAMPAGNE AGGLOMERATE SEMPRE DI PIU’ A FARE ECOLOGIA COME I COSIDDETTI CAPELLONI E SCARPETTA DEL 68 DEI NO TAV!! NON VOTIAMO PARTITINI SPECE DI SINISTRA CHE OCCLUDONO A CASE NUOVE PER NOI ITALIANI, VADANO A FARE ECOLOGIA NELLE BARACCOPOLI ROM PIENI DI RATTI E SENZA ALCUNA IGIENE, E VORREI VEDERE SE MAGARI FORSE NELLA CEMENTIFICAZIONE DESSIMO CASE AI ROM , CHE QUALCOSA DI BUONO SAREBBE DAVVERO. IL DISFATTISMO CONTRO NUOVI PALAZZI, CONTRO GRATTACIELI CHE RISPARMIANO VERDE, LA POLITICA DI DIRE NO A TUTTO , MENTRE I DISOCCUPATI E MILIONI CERCANO LAVORO NEI CANTIERI CHE UNA VOLTA GLI ACCOGLIEVANO!!! ALTRO CHE SINISTRA! BASTA LA POLITICA DI DIRE NO E , DI CHIUDERE STRADE COME FORI IMPERIALI SENZA ANCORA SIA ARRIVATA LA METRO C, DI INVECE AVVIARE L’OPERA DELLA METRO D, CHE DAREBBE POSTI DI LAVORO. CHIUEDERE STRADE E POI LE AUTO SI VERSANO INTORNO FACENDO PIU’ SMOG, EH SI MEGLIO BICICLETTE AI FORI CHE LO SMOG CHE AUMENTA INTORNO PER COLPA DI STRADE CHIUSE. SI AL CEMENTO A MARCONI, A NUOVE CASE E GRATTACIELI , NO A CASE IN CAMPAGNE ITALICHE CHE NESSUN ECOLOGISTA BICLETTISTA SEMBRA INVECE ANDARE A MANIFESTARE! BASTA ! L’ITALIA E’ RIDOTTA IN MACERIE, DALL’EX PCI CHE VEDEVA SOLO SE’ A QUESTE ASSOCIAZIONI E PARTITINO NO-GLOBAL E ANTIPROIBIZIONISTI, CHE PORTANO L’ITALIA AL BARATRO ! LA RINASCITA DELL’OCCIDENTE E DELL’ITALIA NASCE ANCHE ALL’EMARGINARE E IGNORARE CHI DICE NO A CEMENTO GIUSTO IN CITTA’ E NON FA METROPOLITANE, ANZI SOLO PISTE CICLABILI! L’ITALIA SI ALZI IN PIEDI COME L’OCCIDENTE PER FARE OPERE E SALVAGUARDARE IL VERDE NELLE CAMPAGNE NON NELLA CITTA’ DI ROMA, MEGALOPOLI CENTRALE DELLA GRANDE NAZIONE OCCIDENTALE EURO-AMERICANA!!!!

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