

Ottavo anno consecutivo per Sogno di una notte di mezza estate. Ma la rappresentazione di quest’anno ha un sapore particolare
Dal 6 al 17 agosto va in scena, al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese, “Sogno di una notte di mezza estate”. Ѐ il racconto del tempo breve della felicità, con un sottofondo di malinconia. Un racconto che ancora continua a emozionare il pubblico del Globe. Ma quest’anno, ottavo anno consecutivo di rappresentazione, l’opera di William Shakespeare ha un sapore particolare.
Il regista dei sette anni precedenti del “Sogno” al teatro elisabettiano, non c’è più. Riccardo Cavallo è scomparso prematuramente lo scorso autunno. L’edizione 2014 è un doveroso omaggio alla sua memoria.

Con “La bisbetica domata”, “La commedia degli equivoci”, “I due gentiluomini di Verona” e “Pene d’amor perdute”, Sogno di una notte di mezza estate fa parte delle commedie eufuistiche del drammaturgo inglese. L’opera è stata scritta in occasione di un matrimonio e rappresenta, come una scatola cinese, un mondo stregato in cui dominano il capriccio e il dispotismo. Linguaggi diversi che si intrecciano: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche; quello degli amanti, dominato dalle liriche d’amore; e quello degli artigiani, in cui la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso raffinato.
La notte di mezz’estate è una notte magica, dall’atmosfera onirica, irreale. Ma è una notte del calendimaggio, dove si consuma la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. È comunque l’augurio di un risveglio gioioso.
Tre mondi si contrappongono: il mondo della realtà, con Teseo, Ippolita e la corte; quello della realtà teatrale, con gli artigiani che si preparano alla rappresentazione; e il mondo della fantasia, quello degli spiriti e delle ombre. Ma il sogno, a volte, lascia il posto all’incubo. Ed ecco in successione il dissidio tra Oberon e Titania; il rapporto tra Teseo e Ippolita, il conquistatore e la sua preda; la brutalità di certi insulti, che gli amanti si scambiano sotto l’influsso delle magie di Puck.

All’esterno dell’opera possiamo scorgere: la sposa, lo sposo e il pubblico. All’interno le coppie – Teseo e Ippolita; Titania e Oberon; e i quattro innamorati. Dentro l’opera i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. In questo mondo stregato domina il capriccio e il dispotismo di Oberon, in quale, attraverso Puck, gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo dominio. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia, costringendola a un matrimonio che lei respinge. Un intreccio di cuori. Uno scambio di amanti e innamoramenti. Si inizia con Emma che ama Lisandro. Poi Elena che ama Demetrio. E Demetrio, con l’appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia.
Con l’intervento magico di Puck, arrivano folli scambi: Ermia insegue Lisandro. Quest’ultimo Elena. Ma Elena si innamora di Demetrio e lo stesso Demetrio è ormai rapito da Ermia. Sarà un nuovo intervento di Puck a rimettere le cose, anzi, le coppie al loro posto. Il mondo è folle e con lui l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda.
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