

Alcuni ragazzi, forse nemmeno maggiorenni, si sono avvicinati con fare minaccioso. Ma nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito
Una sera d’estate, nella penombra ostinata del Quarticciolo, dove le luci dei lampioni vengono spente ad arte per proteggere il buio dello spaccio, Don Antonio Coluccia è tornato.
Il sacerdote salentino, da anni in prima linea contro la criminalità che soffoca le periferie romane, è stato nuovamente vittima di un’aggressione.
Era martedì notte quando Don Coluccia, accompagnato dalla sua scorta, ha varcato i lotti popolari per incontrare alcuni residenti esasperati. Voleva ascoltarli, come fa sempre. Ma non ha fatto in tempo ad avvicinarsi che l’atmosfera si è caricata di ostilità: urla, insulti, pietre.
«Prete infame!» hanno gridato in coro alcune vedette che sorvegliano la piazza di spaccio. Alcuni ragazzi, forse nemmeno maggiorenni, si sono avvicinati con fare minaccioso. Qualcuno aveva al guinzaglio grossi cani. Ma nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito.
Un episodio che, seppur inquietante, non ha minimamente scalfito la determinazione del prete coraggioso: «Proseguirò il cammino. Le tenebre non prevarranno» ha scritto in serata sui social. E in queste parole c’è tutta la sua missione, che non è solo spirituale ma anche civile, sociale, culturale.

Le reazioni sono arrivate in poche ore. Dal senatore Marco Scurria al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, fino al vicepremier Matteo Salvini, tutti hanno espresso solidarietà a Don Coluccia, riconoscendogli un impegno raro, concreto, vissuto in prima persona.
«Le pietre lanciate contro questo coraggioso prete non fermeranno la voglia di legalità che alberga nella maggior parte dei cittadini di questi quartieri», ha detto Rocca. Salvini ha rilanciato: «Pronto ad accompagnarlo nel prossimo blitz al Quarticciolo».
Nel quartiere, intanto, tra chi vive quotidianamente accanto alle piazze di spaccio, il gesto di Don Coluccia non è passato inosservato. C’è chi lo osserva in silenzio, chi abbassa lo sguardo, chi lo saluta con un cenno.
È lì, nella terra di mezzo tra paura e speranza, che il prete anti-spaccio ha scelto di restare. E a modo suo, ogni sera, spezza il buio con un piccolo atto di luce.
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