Ogni muro è destinato a cadere al soffiare dei ‘Venti di libertà’

Importanti iniziative a Roma per celebrare il XX anniversario della caduta del muro
di Francesca Perrotta - 13 Novembre 2009

Per celebrare il XX anniversario della caduta del muro di Berlino si stanno svolgendo nella capitale, in spazi culturali pubblici e privati, in piazza, in spazi museali, una serie di importanti iniziative nell’ambito della manifestazione “Venti di libertà’” 1989-2009 Roma celebra la caduta del Muro di Berlino”.

Il filo conduttore è ovviamente l’abbattimento della cortina di ferro: simbolo di separazione fisica, economica, politica e razziale, la distruzione del muro sanciva l’inizio di un percorso che ha portato alla creazione della Unione Europea.

Mostre, installazioni, eventi, spettacoli, convegni sono promossi dal Comune di Roma in collaborazione con il Dipartimento per il coordinamento delle Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Goethe-Institut Rome, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, e con il contributo delle Banche Tesoriere del Comune di Roma.

Ogni singolo evento compreso nella manifestazione analizza il muro da un punto di vista ed utilizzando strumenti differenti.

Abbiamo visitato per voi la mostra “venti anni di Europa”, il cui vernissage è stato tenuto lunedì 9 al Cafè Europe.

La curatrice Angela Maria Ripa è riuscita in una piccola galleria a includere le opere di tre artisti di ordine e genere diverso e tuttavia orientati ad un fine comune: la fragilità della materia quale simbolo del limite umano contrapposta alla forza poderosa dell’ideale.

Apre la mostra un collage di Tadeusz Kantor , uno dei più grandi artisti del Novecento, il cui talento si è sempre espresso in più direzioni: teatro, emballage, happening.

Artefice speciale, incapace di lasciarsi influenzare da qualsivoglia dottrina costituita esprime nel collage esposto, realizzato 20 anni fa poco prima della sua morte e a ridosso della caduta del muro, l’avvento di un unico blocco culturale: l’Europa.

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La spirale della cultura ivi rappresentata, segna le tappe del progredire umano e la nascita della cultura europea attraverso la citazione delle personalità dal quale apporto è stata formata; da Ovidio allo stesso Cafè Europe simbolo, già 20 anni fa secondo Kantor, di luogo senza tempo e senza barriere. Come se solo attraverso l’arte il senso comune di un’Europa unita potesse esprimersi.

A ricordo del muro, nella sua ideale indivisibilità, vengono esposte fotografie di un noto fotografo tedesco, Fritz Von Schulenburg.

Di nobili origini e figlio del noto Fritz-Dietlof Von Schulenburg che partecipò attivamente all’“operazione valchirie” ( il fallito attentato ad Hitler) pur facente parte del regime, è accomunato a Kantor dall’infanzia segnata dagli orrori della seconda guerra mondiale.

Le foto, il cui vero soggetto sono i graffiti raffigurati sul lato ovest del muro (poiché non era consentito fotografare il lato est), trovano un’evidente parallelismo nell’installazione di Istvan ‘Ezsiais.

La vera essenza del muro viene rappresentata attraverso un’opera di matrice dadaista nelle fattezze ma non a livello concettuale.

L’objet trouvé, infatti, viene assemblato ed organizzato secondo un’ottica in cui il messaggio esiste ed è ben evidente; la fragilità intrinseca del muro, non nella mole ma nel suo ideale quale pronostico: tutti i muri sono destinati a cadere poiché sovrastruttura del pensiero umano.

Tuttavia il volere di alcuni spesso si impone all’esistenza ed alla quotidianità delle masse, ed il muro di Berlino ne è il simbolo.

Allora il processo di lenta e pur continua espansione dell’ imposizione del pensiero si esprime attraverso la massa compatta e progressivamente ostruita delle tre sculture esposte dello stesso artista che possiamo vedere all’interno della galleria.

In un continuum di relazioni, l’installazione è correlata da un video originale della caduta del muro trasmesso in diretta dalle televisioni tedesche la notte tra il 9 e il 10 novembre del 1989.

Venti anni di Europa, venti anni in cui l’Unione tra le varie nazioni non si è ancora conclusa ed è ancora lontana dal definirsi completamente. La caduta del muro ne è stata solo l’inizio, il nostro meditare su questo evento solo la proiezione nel futuro di questo volere.


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