“Ore d’aria – Esperienze di Interventi Assistiti con gli Animali in carcere”

Un libro di tre giovani da leggere e meditare
Bruna Fiorentino - 29 Agosto 2019
Abitare A Settembre 2019

Il cane, in quanto essere sociale e predisposto naturalmente all’interazione con gli esseri umani, è necessariamente ed etologicamente privo di pregiudizio”.

Fresco di stampa il libro Ore d’Aria – Esperienze di Interventi Assistiti con gli Animali in carcere,  opera di tre giovani Barbara Bellettini, etologa ed esperta in zooantropologia nonché apprezzata musicista, Giulia Fruzzetti, psicologa che esercita con la mediazione del cane e Flavio Langone, assistente veterinario, laureato in tecniche di allevamento del cane e educazione cinofila, rappresenta la felice sintesi dell’impiego degli animali, in particolare dei cani, in progetti di riabilitazione carceraria.

Gli interventi si sono svolti, realmente, all’interno della sezione distaccata dell’isola di Gorgona (Casa Circondariale di Livorno), nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa e in quella femminile di Rebibbia grazie alla passione e alla preparazione dei tre autori che fanno parte dell’associazione Do Re Miao!, nata nel 2007, e che si sono prodigati in maniera entusiasta e volontaria per una qualità di vita migliore dei detenuti. Queste esperienze innovative in un contesto per sua natura chiuso, separato dal resto del mondo, hanno confermato quanto i cani possano essere curativi e catartici rispetto all’uomo possessore della terribile facoltà di giudicare. Il cane, al contrario, è amore puro e incondizionato e, nel libro, si evidenzia proprio come si sia avvicinato ai detenuti senza alcuna remora né pregiudizio. Spesso sono stati introdotti anche altri generi di animali che comunque hanno apportato una gioia ed un calore tali da coinvolgere reciprocamente i protagonisti.

Del resto già da tempo si è evidenziata la potenzialità terapeutica e riabilitativa degli animali, meglio nota come pet therapy, che si sta diffondendo e sempre più viene utilizzata in svariati campi di cura, negli ospedali, con gli autistici, con gli anziani e via discorrendo.

Il libro appare agevolmente leggibile grazie ad un ritmo di alternanza tra brani esplicativi e “scientifici” dei tre autori e scritti di detenuti che si sono prestati a compilare una sorta di diario/intervista dove hanno lasciato sgorgare, spesso in maniera semplice ed elementare, ma sempre spontanea, pensieri traboccanti di umanità, un’umanità che in tali luoghi viene spesso dimenticata e che sicuramente offrono spunti di riflessione ed approfondimento.

La prefazione di Lino Cavedon, psicologo e psicoterapeuta, direttore della collana sugli IAA (Interventi Assistiti con gli Animali) della Casa editrice Erickson, introduce sapientemente il lettore nei temi affrontati partendo dalla realtà non facile che si incontra nelle strutture carcerarie dove si trovano a convivere storie, situazioni e persone dai passati pesanti, molto spesso disilluse dalla vita e senza prospettive future. Si tratta di uomini e donne che per lo più si sentono giudicati da chi sta fuori e pertanto si percepiscono diversi, in uno spazio condiviso con individui ”diversi”, entro confini angusti dove il tempo è scandito seguendo altri ritmi.

In tale dimensione innaturale e ristretta, tra i tanti progetti di recupero attuati, andrebbero fortemente incentivate queste soluzioni, capaci di suscitare sensazioni ed emozioni tali da risvegliare un’umanità soffocata.

L’augurio è che gli esperimenti, condotti grazie alla professionalità di Bellettini, Fruzzetti e Langone, quest’ultimo coadiuvato da Spyke, suo inseparabile barboncino, diventino una consuetudine, un modo diverso di imparare a superare, prendendo esempio dagli animali, le difficoltà di chi è dentro e i preconcetti di chi è fuori.

 

Bruna Fiorentino


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