Orrore a Centocelle: aggredita e molestata in pieno giorno tra i passanti

Nonostante lo shock, la 39enne ha lottato con ogni energia rimasta per sottrarsi alla morsa dell'aggressore

Il confine sottile tra una tranquilla passeggiata pomeridiana e un incubo senza fine si è spezzato alle 17:00 dell’11 aprile.

Siamo a Centocelle, nel cuore di quel quadrante est che pullula di vita e traffico, precisamente nel tratto che collega il polmone verde del Parco Don Cadmo Biavati alla colata d’asfalto di via Palmiro Togliatti. È qui che una donna di 39 anni, di origini polacche, è stata travolta da una violenza cieca e improvvisa.

L’agguato sotto il sole di aprile

Non c’è stato preavviso, né una lite che potesse giustificare l’attenzione di chi passava. Solo una spinta brutale, il freddo del marciapiede e le mani di uno sconosciuto addosso. Un uomo di 55 anni l’ha puntata e gettata a terra, bloccandola con il peso del corpo per poi dare inizio a una sequenza di palpeggiamenti e abusi.

Inizialmente, la scena ha tratto in inganno i testimoni: chi guardava da lontano ha pensato all’ennesimo diverbio di strada, una di quelle liti verbali che troppo spesso animano i marciapiedi romani. Ma la realtà che si stava consumando a terra era decisamente più cupa.

La resistenza e l’intervento

La vittima non si è arresa. Nonostante lo shock e la disparità di forza, la 39enne ha lottato con ogni energia rimasta per sottrarsi alla morsa dell’aggressore. Una resistenza disperata che è durata fino all’arrivo provvidenziale delle pattuglie della Polizia.

Gli agenti, giunti sul posto dopo le segnalazioni dei cittadini, si sono trovati davanti a una scena inequivocabile. Non era una lite: era una violenza in corso d’opera. I poliziotti sono intervenuti istantaneamente, strappando l’uomo dalla sua vittima e facendogli scattare le manette ai polsi.

Un profilo inquietante

L’arrestato non è un nome nuovo per gli archivi delle forze dell’ordine. Il 55enne risulta infatti avere precedenti specifici per reati della stessa natura: un dettaglio che solleva nuovi interrogativi sulla pericolosità di soggetti già noti che tornano a colpire alla luce del sole.

La donna, pur profondamente scossa e segnata psicologicamente dall’evento, ha rifiutato il trasporto in ospedale per cure mediche immediate.

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