Ospedale San Giovanni-Addolorata, Reparto B.O., un’esperienza

In questo reparto il paziente è al primo posto, nonostante le difficoltà della struttura
di Anna Natoli - 6 Luglio 2008

Il reparto di “Breve Osservazione”  dell’Ospedale San Giovanni-Addolorata è uno dei reparti della medicina d’urgenza dove vengono ricoverati i pazienti che arrivano dal Pronto Soccorso per le prime cure.

Fin qui nulla di strano. I problemi iniziano quando, in questo reparto di soli 28 letti, le barelle cominciano ad allinearsi lungo il corridoio con malati che sostano qualche volta anche più di una notte, per mancanza di posti letto.

Il fatto che più mi ha lasciata perplessa, nei giorni trascorsi in questo reparto, è che, se in primis ho pensato fosse un’eccezione, col trascorrere dei giorni, mi sono resa conto che l’eccezione, era ed è diventata una regola.

Ho capito che non ero in un semplice reparto, ma in un reparto in cui i medici e i loro più stretti collaboratori, lavorano in front line. Vederli visitare, parlare, fare assistenza, svicolando, destreggiandosi tra le barelle, i carrelli per la terapia, per la biancheria ed altro, senza perdere di vista i loro obiettivi, cioè aiutare chi in quel momento ha bisogno di loro, mi ha scaldato il cuore, mi ha rassicurata che ero in buone mani, nonostante le difficoltà in cui operavano ed operano: avevo fiducia.

”FIDUCIA”: parola chiave in questa nostra società. Sette lettere importanti che sono la regola per ogni rapporto tra esseri viventi, soprattutto se il rapporto è tra medico e paziente: un essere umano che affida la propria vita, la propria salute ad un altro essere umano. Un compito che troppe volte viene dimenticato per favorire interessi personali o per denaro.

Ebbene, per mia esperienza personale, posso dirvi che in questo reparto il paziente è al primo posto. Potrà accadere qualche incomprensione, come si verifica in ogni luogo dove si lavora seriamente a ritmi elevati, ma è proprio questo stress quotidiano la causa. Forse è il caso di ampliare questo reparto, per due semplici motivi: è impensabile che il paziente sosti in corsia su una barella ed è impensabile che i medici ed i loro collaboratori svolgano il loro “delicatissimo” lavoro in quelle condizioni.

E’ ovvio che questo discorso vale per tutti gli ospedali di Roma e d’Italia i cui reparti vivono quotidianamente queste difficoltà.

Un plauso a questi medici per la loro umanità e professionalità in generale, ed in particolare alle dott.sse Rosa e Carla, ai dottori Claudio, Luca e Pietro. A tutti gli infermieri da Emanuele, Ilaria, Raffaella, Giulia, a Sandro, Claudio, Riccardo, Sabrina e a tutti quelli come loro che, ogni giorno, lavorano in questo reparto con amore e coscienza.

E’ meraviglioso vedere che ci si può ”FIDARE”.


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  1. Concordo perfettamente. In questi giorni hanno ricoverato mio marito in questo reparto per una tromboflebite ed edema polmonare….lo stanno curando alla grande con ottime prospettive di guarigione..

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