Ospitati nell’istituto Gerini gli 89 superstiti della tragedia di Lampedusa

Ad accoglierli il sindaco Ignazio Marino. Gara di solidarietà per raccogliere fondi e offrire lavoro
La Redazione - 13 Novembre 2013

Roma apre le sue porte ai superstiti della tragedia di Lampedusa. 89 dei 155 migranti reduci dal naufragio del 3 ottobre sono stati accolti, martedì 12 novembre, al loro arrivo all’aeroporto di Fiumicino dal sindaco Ignazio Marino prima di stabilirsi nell’istituto salesiano Gerini di via Tiburtina dove saranno ospitati.

173944266-2cb43c76-57b8-4597-afdd-b1112df1fdbdUn incontro riservato, senza giornalisti né telecamere, che ha permesso al primo cittadino di confrontarsi con le vittime di questa triste vicenda promettendo loro sostegno e solidarietà in nome di tutta la città di Roma. “Sin dall’inizio abbiamo offerto l’accoglienza della nostra città perché speriamo – ha spiegato Marino – che moltissimi rifugiati richiedenti asilo scelgano Roma per una nuova opportunità nella loro vita. Ma non solo l’Italia deve occuparsi di queste persone, anche il resto d’Europa deve cambiare mentalità ed atteggiamento nei confronti dei migranti e di chi scappa da violenza, stupri, omicidi, povertà e malattie”.

Ad occuparsi dei migranti approdati nella Capitale la cooperativa Eta Beta, sostenuta dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), che ha consegnato loro un kit di prima accoglienza con shampoo, creme, saponi e asciugamano e provvederà a breve a distribuire schede telefoniche internazionali. Mentre il Campidoglio contribuirà per il 20% al finanziamento di 35 euro al giorno per ogni ospite, messo a disposizione dal Ministero degli Interni che provvederà a coprire l’altro 80%.

Inoltre Roma Capitale ha aperto un conto corrente di solidarietà per raccogliere fondi destinati all’acquisto di vestiti, per la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro e per le spese sanitarie.

Nei 6 mesi in cui i rifugiati sono coperti dal sistema Sprar avranno la possibilità di seguire corsi di italiano, prendere parte a corsi di formazione e conoscere meglio la città che li ospita poiché autorizzati ad uscire e rientrare liberamente nella struttura. Molte le associazioni e i singoli cittadini, in primis la Comunità Ebraica di Roma, pronti ad offrire opportunità di lavoro per i nuovi ospiti.


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