

Il sindacato Conapo lancia l'allarme sicurezza: «Territorio scoperto proprio all'inizio dell'estate, serve subito una nuova struttura»
Un boato improvviso tra le mura del presidio di soccorso, poi la scoperta del cedimento e la decisione più drastica ma inevitabile: sbarrare i cancelli della sede e trasferire d’urgenza tutto il personale operativo.
La caserma dei Vigili del Fuoco di Ostia, situata in via Angelo Celli, è stata parzialmente interdetta a causa del crollo di una porzione di solaio interno, un episodio che riaccende prepotentemente i riflettori sulle precarie condizioni strutturali di un immobile da anni in attesa di manutenzione straordinaria.
L’incidente si è verificato nel tardo pomeriggio di venerdì, intorno alle ore 19. Secondo i primi rilievi tecnici effettuati sul posto, il collasso della muratura sarebbe da addebitare a profonde e continuative infiltrazioni d’acqua piovana provenienti dai piani superiori, un problema strutturale mai risolto che nel tempo ha minato la tenuta dei materiali fino a provocarne il cedimento strutturale.
Se la fortuna ha evitato che ci fossero feriti tra i pompieri in servizio, l’episodio ha imposto una reazione immediata sul fronte della sicurezza.
Il sopralluogo tecnico effettuato nella giornata successiva ha sancito l’inagibilità totale del piano terra dell’edificio, ponendo di fatto il veto alla prosecuzione di qualsiasi attività logistica o di pronto intervento all’interno del perimetro di via Celli.
Per evitare la paralisi dei turni e garantire, per quanto possibile, la continuità del servizio assistenziale, l’amministrazione del Corpo ha disposto il trasferimento provvisorio di uomini e mezzi presso il distaccamento aeroportuale di Fiumicino.
Una soluzione d’emergenza, adottata in attesa che vengano definiti i tempi, i costi e i progetti di messa in sicurezza del complesso lidense.
La serrata della storica caserma ha immediatamente innescato pesanti preoccupazioni sull’efficienza della macchina dei soccorsi in un quadrante strategico come quello costiero.
Con l’inizio della stagione balneare, infatti, la popolazione residente a Ostia e nei quartieri limitrofi quadruplica, facendo impennare la richiesta di interventi per incendi di sterpaglie, incidenti stradali e salvataggi.
Sulla vicenda è intervenuto duramente il sindacato autonomo Conapo, che per voce del segretario provinciale di Roma, Luca Antonazzo, evidenzia come la tragedia sia stata solo sfiorata:
«Da troppi anni sollecitiamo e richiediamo lavori urgenti di ristrutturazione e adeguamento della sede di via Celli, senza che le istituzioni abbiano mai approntato una soluzione definitiva. Questo crollo non è che la triste conferma di quanto denunciato: ora non si può più tamponare, serve individuare immediatamente una struttura alternativa e idonea per ospitare stabilmente il presidio dei Vigili del Fuoco a Ostia».
Il sindacato esprime forte apprensione per l’allungamento dei tempi di reazione delle squadre a causa del temporaneo trasferimento oltre il Tevere.
«Spostare la base operativa a Fiumicino rischia di dilatare i tempi d’arrivo dei mezzi di soccorso sulle emergenze del litorale. Con l’estate alle porte e l’afflusso turistico in crescita, la città non può permettersi un dispositivo di soccorso depotenziato: serve un intervento politico e istituzionale immediato», conclude Antonazzo.
Nelle prossime settimane si attende l’esito dei carotaggi strutturali sull’edificio, ma la sensazione è che la permanenza dei pompieri lontano da Ostia sia destinata a non essere breve.
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