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Ostia, molotov contro un ristorante: è guerra tra clan o intimidazione mirata?

Appena dodici giorni fa, proprio davanti a quello stesso locale, un ordigno artigianale era esploso sotto un’auto parcheggiata

Un altro lancio, un altro botto, un altro avvertimento. Martedì 8 luglio, nel pomeriggio, ignoti hanno lanciato una molotov contro il ristorante “Nonna”, all’incrocio tra via dei Pescatori e via di Castel Fusano. Nessun ferito, danni contenuti. Ma il messaggio, ancora una volta, è chiaro: qualcuno vuole far sentire la propria presenza. E forse anche la propria rabbia.

Non è un episodio isolato. Appena dodici giorni fa, proprio davanti a quello stesso ristorante, un ordigno artigianale era esploso sotto un’auto parcheggiata. Non una macchina qualsiasi: era la vettura di un vulcanologo 51enne, incensurato, seduto dentro il locale in quel momento. Uscì, tentò di domare le fiamme e rimase leggermente ferito. Una vittima collaterale, secondo gli inquirenti. Il bersaglio era (e resta) il ristorante.

Quel locale, conosciuto in passato come “Vacca Grassa”, è già noto alle cronache. Nel 2023, un altro lancio di molotov, in via delle Fiamme Gialle, aveva colpito i nuovi gestori. Da allora, la tensione non si è mai placata. E ora sembra tornata a galla, più inquietante che mai.

La molotov di ieri, come quella precedente, sembra costruita per “fare rumore” più che danni. Nessuna devastazione, solo paura. Un classico stilema del linguaggio mafioso: il fuoco che parla senza bisogno di parole.

E se fosse solo l’inizio? Perché negli ultimi giorni, Ostia è un susseguirsi di episodi violenti. La notte del 26 giugno, una bomba esplose contro la palestra di Gianni Di Napoli, un altro luogo simbolico della zona. Pochi giorni prima, un uomo fu picchiato, torturato, abbandonato in strada con un cartello appeso al collo: “infame”.

Un filo rosso collega questi episodi? È la domanda che si pongono gli investigatori. Una regia unica, forse, dietro atti apparentemente scollegati ma che raccontano lo stesso clima di tensione e intimidazione.

Ostia torna a tremare, sotto il peso di ombre pesanti. E chi parla con il fuoco, di solito, non lancia mai avvertimenti a vuoto.


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