

Nel mirino il progetto del fondo Hines. Gli ambientalisti difendono l'area umida: "È riemerso l'antico fiume Almone"
La calma piatta intorno agli 8 ettari degli Ex Mercati Generali si è rotta definitivamente. Da una parte il Comune, che parla di semplici “interventi anti-degrado e messa in sicurezza”; dall’altra una coalizione composta da studenti del liceo Socrate, collettivi di Roma Tre, attivisti del centro sociale Acrobax e sigle ambientaliste, convinti che la rigenerazione sia ormai alle porte.
La mobilitazione è partita dai cancelli di via Ostiense per poi spostarsi rapidamente:
Assessorato Ambiente: Una sosta in via di Circonvallazione Ostiense per denunciare lo sradicamento di alcune alberature durante le operazioni di sfalcio.
Assessorato Patrimonio: Il gruppo è entrato nella sede di Garbatella chiedendo un confronto urgente con l’assessore Tobia Zevi. Dopo un’ora di attesa senza risposte, i manifestanti si sono allontanati con un avvertimento: «Torneremo».
Il cuore della contesa resta il progetto firmato dal fondo Hines, che prevede:
Uno studentato privato da circa 2.000 posti letto.
Aree commerciali e centri polivalenti.
Punti verdi attrezzati per il quartiere.
Per gli attivisti, però, l’intervento rappresenta una “privatizzazione di massa” di un bene pubblico.
«Rivendichiamo il diritto a spazi pubblici gestiti dalla collettività e non da fondi speculativi», spiega Valerio del centro Acrobax.
C’è poi una questione ambientale che sta mobilitando i comitati: negli anni di abbandono, all’interno del sito si è creata un’area umida spontanea.
«Ci sono due specchi d’acqua — denunciano gli attivisti — e uno di questi è l’antico fiume Almone, riemerso dopo anni. Non possiamo permettere che le ruspe distruggano questo ecosistema nato dal nulla».
Sebbene il Comune avesse promesso a fine 2025 l’apertura di tavoli partecipativi per “limare” il progetto insieme ai cittadini, il comitato denuncia il silenzio totale delle istituzioni.
«Se il confronto deve servire solo a scegliere il colore delle panchine, non ci interessa», concludono i manifestanti. Il Campidoglio, per ora, conferma che l’apertura ufficiale del cantiere resta programmata per il 2027, ma la presenza di tecnici e ruspe nell’area continua ad alimentare il sospetto di un’accelerazione improvvisa.
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