Pacchetti di voti e infiltrazioni mafiose: così la camorra puntava su Terracina

Cinque gli indagati nell’inchiesta della Dda di Roma

Politica e camorra, voti e affari: un intreccio che all’alba di ieri è finito sotto i riflettori della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Con l’operazione “Porta Napoletana”, i Carabinieri del Comando provinciale di Latina hanno eseguito cinque misure cautelari tra Terracina, Roma e Napoli, portando alla luce quello che gli inquirenti definiscono un sistema di scambio elettorale politico-mafioso e di infiltrazione criminale nell’economia locale.

I reati contestati sono pesanti: scambio elettorale politico-mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbativa d’asta. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Dda capitolina.

In carcere è finito Eduardo Marano, indicato come esponente del clan Licciardi, uno dei gruppi di punta della cosiddetta alleanza di Secondigliano, definita dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri una “camorra di Serie A”.

Ai domiciliari altre due persone, tra cui G.D.G., consigliere comunale di Terracina della maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione.

Secondo l’accusa, proprio il politico avrebbe chiesto pacchetti di voti all’esponente camorristico in occasione delle elezioni comunali del 2023, aprendo un canale diretto tra la criminalità organizzata e la politica locale.

Un patto che, stando alle indagini, avrebbe avuto ricadute anche sul fronte degli appalti e delle attività economiche.

Oltre agli arresti, è scattato un maxi sequestro preventivo da oltre 11 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori 31 tra immobili ed esercizi commerciali distribuiti tra Terracina, San Felice Circeo, Roma e Napoli, oltre a tre terreni, ritenuti frutto o strumento delle attività illecite.

Un’operazione che gli investigatori definiscono “storica” per il territorio pontino, perché rompe il silenzio su un radicamento mafioso che avrebbe trovato terreno fertile tra affari, consenso elettorale e controllo del territorio.

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