Palombara. A descorre, a panogne tuttu como ‘na vota

La riuscita manifestazione organizzata dall’Associazione Natura Lucretile il 26 e 27 settembre 2015 al Castello Savelli

«Belli mone’, ete da ‘mparà perché quanno non ci starrao più io, chidunu ha da sapì ‘e cose e Palommara».  Con questa frase il compianto prof. Enzo Silvi si rivolgeva alle sue scolaresche, che spesso conduceva a visitare, illustrandoli con dovizia di particolari, il castello Savelli e le chiese di Palombara ricchi di tanta storia e di arte. Ma perché in dialetto?  Perché per il prof. Silvi tra “ ‘e cose e Palommara”  il dialetto, a ragione, era una delle  ricchezze palombaresi da salvaguardare e da mantenere in vita, attraverso il quotidiano parlare in famiglia, tra amici e nei luoghi di ritrovo più comuni. Oggi, che il paese è notevolmente cresciuto demograficamente sia con persone di madre lingua che straniere, tutto è diventato più difficile, ma non impossibile.

palombara_sabina_(rm)_-_il_borgo_e_il_castello_savelli_-_foto_di_g._garofoli_(05-2010)Come non salutare con gioia, allora, una manifestazione come quella organizzata dall’Associazione Natura Lucretile nei giorni 26 e 27  settembre 2015 al Castello Savelli con il  proposito, come è riportato nella locandina del programma,  di «valorizzare il vecchio stile di vita, tornando a contatto con il nostro patrimonio linguistico, alimentare e ambientale del territorio» ma, anche quello, di «promuovere le tradizioni come metodo di identificare sé stessi, riconoscere la nostra storia, così da poter arrivare poi a disegnare la nostra attuale identità, come prodotto di interconnessione e compenetrazione di tradizioni e nuovi “stilemi” di vita». Un impegno non di poco conto ma che dimostra quanto le radici siano ben salde, se giovani come Barbara Imperiali, Mirko Possenti e Ilaria Forte, si sono lanciati con entusiasmo e un pizzico di incoscienza, in un campo così difficoltoso e poco appariscente. Di quest’ultima ci preme ricordare che sta per laurearsi in Letteratura e  Lingua. Studi  Italiani e Europei con la Tesi “Fonetica del Dialetto di  Palombara Sabina”, relatore sarà il prof. Ugo Vignuzzi, un luminare nel campo della Dialettologia italiana.

Il risultato di questa due giorni è certamente positivo ed incoraggia a proseguire su questa strada. Tra le varie iniziative in programma, una menzione particolare la merita il Concorso di poesie in dialetto e il Convegno che ne è seguito, sabato 26 settembre, nella Sala Ottaviani del Castello Savelli che ha visto una apprezzabile partecipazione di pubblico, tra il quale è stata notata la presenza di Luigi Bonifazi che, nel tempo, più di qualche contributo dialettale palombarese lo ha dato.

Ospiti illustri della manifestazione sono stati due ricercatori e studiosi, personalità ampiamente riconosciute nel campo di quella che, a ragione, può essere considerata la scienza del dialetto: Vincenzo Luciani e il prof. Claudio Porena. Il primo è il fondatore e direttore del Centro di documentazione della poesia dialettale ”Vincenzo Scarpellino” e dell’Associazione culturale Periferie, il secondo è docente di Linguistica romanesca e scrittura del sonetto all’Università della Terza Età ad Ostia Antica, scrittore e poeta. Ne sono testimonianza il manuale-silloge poetica Dar trapezzio vocalico ar sonetto. Manuale di linguistica romanesca, retorica e metrica con sonetti scelti e la composizione di oltre settecento sonetti che lo ha portato a concepire e codificare la terzina poreniana. Ma Porena è anche un ricercatore e uno studioso dei dialetti, se ne è avuta dimostrazione al convegno quando, nel suo intervento, ha passato in disamina i vari dialetti laziali e in modo più particolareggiato quando ha evidenziato le differenze di scrittura e fonetiche che contraddistinguono il dialetto palombarese da quelli dei paesi più prossimi (Sant’Angelo Romano, Montecelio, Moricone, Marcellina, ecc).

Gradita è stata la presenza di importanti cultori di tradizioni locali dei paesi sopra ricordati, che rispondono al nome di Palmiro Giardini. Marco Giardini e Filippo Greggi che hanno avuto riconoscimenti e premi per questo loro impegno culturale, che hanno letto alcune loro composizioni. Non era fisicamente presente Pierluigi Camilli di Moricone, ma è stata letta una sua poesia. Tra i poeti e scrittori dialettali palombaresi erano presenti i due più validi e impegnati interpreti della memoria storica palombarese: Liliana Tassi e Bruno Benedetti, che hanno voluto deliziare i presenti con due loro simpatici scritti. A breve dovrebbero uscire, della prima, una raccolta di poesie, proverbi e modi di dire con dizionario e del secondo, il vocabolario del dialetto palombarese.

Non possiamo non menzionare tre gentili signore palommaresi unite dalla passione e dal grande amore per la conservazione delle tradizioni, del costume e della cultura: Angela Curci, sempre presente con  la intera famiglia alla Sagra delle Cerase, tutti immancabilmente vestiti dei vecchi e cari costumi dei nonni e facente parte del gruppo teatrale dialettale del Centro Anziani “Tutti nzemmora scibbè” . Mirna Pochetti, cultrice ed esperta dei costumi (nel senso dei vecchi vestiti) delle nostre nonne, che conosce in ogni suo più recondito particolare; un’entusiasta sempre disponibile per manifestazioni di questo tipo. Rita Pochetti un’insegnante che non si risparmia e non trascura occasione per far conoscere e trasmettere ai bambini questa sua passione per il dialetto e le tradizioni, destando il loro interesse con interviste a genitori e nonni pubblicate, poi, sui giornalini scolastici e mensili locali, ma anche con recite scolastiche di fine anno.

La manifestazione prevedeva anche un concorso in dialetto di poesie e prosa sui vecchi giochi praticati dai ragazzi ed una sezione riservata alle arti visive. Per la poesia, la palma del vincitore è andata a Liliana Tassi con la poesia “ ‘N giorno a Ostia”. Per la prosa, il premio è stato assegnato a pari merito ai racconti di Enelide Fabi e Sandra Picconeri. Per la Arti visive ha vinto la giovane Marisa Mercuri che ha presentato tre belle e suggestive fotografie di scorci palombaresi

A giudicare i lavori una giuria composta da Bruno Benedetti, Mirna Pochetti dei quali è stato già riferito e l’estensore di questo articolo, un pensionato bancario che con gli altri due giurati condivide la passione e l’amore de e cose e Palommara  che si impegna a  raccogliere e divulgare attraverso la sezione “Archivio Storico” del sito dell’Associazione Socio-culturale “La Palombella”: www.lapalombella.org

 

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