

Grande partecipazione della comunità accademica per la visita del Pontefice
Grande partecipazione della comunità accademica dell’Università di Roma Tre per la visita di Papa Francesco venerdì 17 febbraio 2017 presso la struttura che ospita il Dipartimento di Giurisprudenza e gli uffici dell’amministrazione centrale del Rettorato. Accolto dal Direttore Generale Pasquale Basilicata, dal Rettore Mario Panizza e dal Prorettore Vicario Maria Francesca Renzi, Papa Francesco ha voluto salutare con calma i presenti alla cerimonia, soffermandosi nella folla, prima di prender posto. Dopo il saluto introduttivo di Panizza, Francesco ha ascoltato le quattro domande degli studenti che hanno avuto la possibilità di rivolgergli alcune questioni sulle sfide e le minacce del preciso momento storico in cui viviamo. Tra questi anche Nour Essa, profuga siriana arrivata da Lesbo insieme al Pontefice, insieme ad un gruppo di migranti, un anno fa.
La violenza, le sfide della globalizzazione e il ritorno ad una carità intellettuale i temi delle domande degli studenti rivolte a Papa Francesco, che a braccio risponde: ”In un società dove la politica si è abbassata tanto, e sto parlando della società mondiale, non di qui, si perde il senso della convivenza sociale. Dove non c’è il dialogo c’è violenza”, ha ammonito Bergoglio. “Nel mondo di oggi ci troviamo di fronte a una guerra mondiale. Una guerra a pezzetti, ma che c’è” ha proseguito “La guerra è fatta dalla violenza prima di tutto verbale, dove prima si insulta poi ci si domanda perché. Una guerra quindi che inizia nei nostri cuori prima ancora che fuori di noi. Stiamo perdendo il senso del dialogo e della convivenza sociale, perché per dialogare prima bisogna ascoltare”. In questo, un ruolo centrale devono averlo le università, “che non devono essere luoghi dove semplicemente si studia e poi si torna a casa. Ma un luogo di discussione, dialogo e confronto. Dove c’è questo, c’è università”.
Nel lungo discorso di papa Francesco non sono mancati spunti di riflessione per una sequela di questioni che toccano la nostra quotidianità, ma anche il mondo in cui viviamo: dall’invito ad abbassare i toni nelle discussioni e nei confronti, fino al delicato tema dei flussi migratori: “Ogni Paese”, ha detto il Papa parlando dei migranti “deve vedere che possibilità ha di accogliere, ma tutti devono farlo. Sono uomini e donne come noi”, ha sottolineato, “bisogna integrarli”, e “fare uno scambio di culture”, perché “questo toglie la paura”. “Le migrazioni non sono un pericolo, sono una sfida per crescere. E lo dice uno – ha proseguito- che viene da un paese dove più dell’80% sono immigrati: in Argentina ci sono tante tante ondate migratorie, è un paese meticcio.”
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